Il Lazio è giallorosso con la liason Roberta Lombardi-Nicola Zingaretti

Va in crisi la giunta. Escono Lorenza Bonaccorsi (direzione Bruxelles con Paolo Gentiloni) e lo «spagnolo» (è nato a Barcellona) Giampaolo Manzella, all'Economia con Roberto Gualtieri. Due assessorati spettanti ai 5stelle

Roberta Lombardi, movimento 5stelle, e Nicola Zingaretti, Partito democratico

Roberta Lombardi, movimento 5stelle, e Nicola Zingaretti, Partito democratico

Tommaso Verga 13 settembre 2019
di Tommaso Verga
«Pd-5stelle: la tela del ragno che Zingaretti e Lombardi stanno tessendo» era il titolo su Globalist il 9 giugno d'un anno fa. Ora la tela c'è, completata, le condizioni ci sono tutte perché nel Lazio si misuri la ricaduta effettiva di quanto prodotto (sul piano della politica) dall'accordo sul governo nazionale.
Per interpretare (o per giudicare), occorre risalire a un anno fa, dopo il voto, mentre Luigi Di Maio e Matteo Salvini armeggiavano per la nascita del «governo del cambiamento» – le trattative per il quale durarono tre mesi – Nicola Zingaretti, per la sua parte, riuscì a convincere il movimento 5stelle sulla necessità del «patto d'aula» nel Lazio, ottenendo il non-sostegno dei grillini nel Consiglio della Pisana, utile a non liquidare immediatamente una giunta claudicante a causa dell'esito «anatra zoppa» conseguito dal centrosinistra il 4 marzo 2018.
Oggi, con la nomina dei sottosegretari, il disegno d'origine si formalizza. Tecnicamente, la giunta Zingaretti va in crisi. Abbandonano la Pisana Lorenza Bonaccorsi, assessore al Turismo e alle pari opportunità, in trasferimento per Bruxelles al seguito dell'europeo Paolo Gentiloni; esce anche lo «spagnolo» (è nato a Barcellona) Giampaolo Manzella, diretto all'Economia con il ministro Roberto Gualtieri, un ausilio altresì tecnico vista l'esperienza accumulata come assessore allo Sviluppo economico nella Regione Lazio.
Il «patto d'aula» d'un anno fa, valse tre presidenze delle 12 commissioni permanenti per il movimento 5stelle: Valerio Novelli, Agricoltura e ambiente; Marco Cacciatore, Urbanistica, politiche abitative e rifiuti; Davide Barillari, Vigilanza sul pluralismo dell’informazione. Il «rimpasto» dell'esecutivo regionale – come si scriveva una volta – non dovrebbe comportare stravolgimenti per la formazione di Luigi Di Maio. Unico a rischiare dell'assetto attuale potrebbe essere Barillari sul quale davvero le critiche non mancano.
Stando alle indiscrezioni, il trasferimento dall'accordo odierno alla formula «piena» della coalizione, almeno nel Lazio, dovrebbe passare per un ingresso in giunta di due «tecnici» indicati dal m5S. Ciò in attesa che il Movimento sciolga le riserve su – al momento prematuro – accordo organico con il Pd. Accordo sul quale Roberta Lombardi s'è ampiamente «spesa», al punto di respingere pubblicamente le «intromissioni» del capo politico al momento del varo del «patto d'aula» con Nicola Zingaretti.
Il Lazio – bis: come si scriveva una volta – diventa un laboratorio. Prossimo appuntamento si presume, il Campidoglio. Scadenza, giugno 2021. Possibile che la sindaca Virginia Raggi debba contrastare il «fuoco amico»: la Lombardi è, già adesso, dichiarata avversaria.