Germania: come riportare l'elettorato di sinistra a votare?

Dopo l'exploit di Afd (Alternative für Deutschland), l'euroscetticismo unito alle campagne d'odio dei nazionalisti xenofobi contro gli ultimi sembra funzionare benissimo. L'Spd: occorre una «analisi seria della questione»

Le elezioni dell'altro ieri in Sassonia e Brandeburgo

Le elezioni dell'altro ieri in Sassonia e Brandeburgo

Redazione 4 settembre 2019

di Ivan M. Verga


(da Berlino)
Aprire i porti e chiudere i portali. Questo sembra l’imperativo che una certa sinistra «extraparlamentare» italiana vorrebbe fosse messo nell’agenda degli impegni di governo. In Germania, tuttavia, l’Afd (Alternative für Deutschland), che si colloca politicamente all’estrema destra, proprio grazie a temi delicati come l’immigrazione, porta casa un bel +12 e oltre percento, attestandosi come la formazione più in crescita di tutte. Come? Con un marcato ed ostentato euroscetticismo (ormai serpeggiante) e giocandosi la carta della difesa di chi sente di avere scarsa considerazione sul piano delle politiche di welfare (quelli delle fasce a reddito più povero, soprattutto ad «Est»).
Cambia la nazione ma non lo spartito: gli ultranazionalisti del terzo millennio hanno riempito la bisaccia agitando lo spauracchio dell’immigrazione.
Ora, tornando alla sinistra “extraparlamentare” di cui sopra, la domanda è in verità urgente: come richiamare al voto, come “controparte” per scampare il pericolo della puzza di ultradestra che impesta l’Europa, tutti gli elettori di sinistra che ormai da tempo stanno alla larga dalle urne?
La risposta, per carità, a “quelli bravi”. Nel frattempo però, a fare il bello ed il cattivo tempo, una campagna d’odio verso gli ultimi (proprio come nel nostro Paese) che sembra funzionare benissimo.
«Niente sorpasso», sospirano felici dai piani alti dell’Spd, terrorizzati dalla prospettiva (fino a due settimane fa molto concreta) che l’Afd diventasse il primo partito in ben due «Land» tedeschi. Ma ora? Dai vertici del partito socialdemocratico di Germania, il più antico dell’Europa continentale, sembra non trapelare alcuna preoccupazione sul fatto che nel Brandeburgo i nazionalisti xenofobi escono con un trionfante +12.2 percento. Molti i rimandi post voto alla solita «analisi seria della questione»; anche se, non foss’altro che per lo scampato pericolo, si ha l’impressione di un partito (almeno per ora) con la pancia piena.