Il «merdolino-volto-di-Trump» indigna Giorgia Meloni. Non i bambini in gabbia

La leader di Fratelli d'Italia forse ignora che Jeff Bezos (Amazon) vende anche l'accomunabile carta igienica. Ad Atreju quest'anno tornerà Steve Bannon? Gli stragisti fascisti degli anni di piombo si vedono trasformati in comunisti

Bambini in gabbia e scopetta Trump-pulisciwater. Quiz: cosa ha indignato Giorgia Meloni?

Bambini in gabbia e scopetta Trump-pulisciwater. Quiz: cosa ha indignato Giorgia Meloni?

Tommaso Verga 16 luglio 2019
di Tommaso Verga
Inorridita, sgomenta, ferita nei sentimenti profondi, quella scopetta per pulire il water con i capelli di Donald Trump – denominazione: il «merdolino» – grida vendetta. Al punto da sollecitare l'invocazione: «nessuno della sinistra ha da ridire?». Ridire? Almeno avesse detto ridere... Senza infierire. Non ci sarebbe gusto. Lo sdegno di Giorgia Meloni non necessita di esplorazioni. Sappiamo-sappiate che recentemente s'è scoperta-definita sovranista immaginando volesse significare naturale evoluzione di nazionalista. Purché si ignori che ogni sovranista si ritiene tale purché si intenda del proprio Paese.
Se non si comprende ciò, nella errata interpretazione di Giorga Meloni la mutazione conduce al «merdolino». E produce la collera per la beffa che Jeff Bezos, il patron di Amazon, ha riservato al nemico The Donald (ma poteva essere anche carta igienica), il razzista-fascista al vertice degli Usa. Per altro percorso (siamo in Europa), stesso intento verso Parigi, con la richiesta a Giuseppe Conte perché convochi l'ambasciatore di Francia per la «provocazione inaccettabile» della medaglia che il governo d'Oltralpe ha consegnato a Carola Rackete per la battaglia della «Sea Watch». Ecco: per l'onorevole autrice delle intemerate, entrambe sono espressione d'un'unica linea politica.

GLI IMMIGRATI LA UNISCONO A THE DONALD


L'attinenza c'è, concesso. Anche geografica: entrambi sono contro il Sud. Il magnate americano seduto alla Casa Bianca ha affidato le future fortune elettorali alla quantità di morti lasciati indietro dalle moltitudini alla ricerca di un pezzo di pane, completamente simmetrico con i governanti italoeuropei dediti a seminare il Mediterraneo.
Chissà cosa intende la Meloni quando parla di «blocco navale» sulle coste meridionali del Mare Nostrum: impartire l'ordine alla Marina italiana di affondare i barconi e le barchette? Così ritiene di difendere il Paese (l'Italia) dagli immigrati?
La parlamentare è indignata per la «scopetta pulisciwater». Ma non spende una-parola-una per i bambini che l'«Uomo del merdolino» rinchiude in gabbia anche separandoli dalle famiglie. Azioni che propongono una visione del mondo che sempre più, giorno dopo giorno, insieme alla sventatezza e alla ripugnanza, evoca il dito sul pulsante rosso terrore della nostra gioventù.

BIE BIE BANNON (MA GLI FARA' PAGARE L'AFFITTO?)


Silenzio. Analogo a quello che si riscontra a proposito della «Matteo Salvini story» svoltasi sulla piazza Rossa e nelle vicende che hanno segnato la presenza recente del suo Steve Bannon (addio selfie al prossimo Atreju) nei paraggi della capitale. Privato della Certosa di Trisulti – l'università dei sovranisti: non pagavano nemmeno l'affitto –, abbandonati anche dal cardinale Raymond Burke della Dignitatis Humanae.
«Tornando in casa», Giorgia Meloni dovrebbe essere la custode della memoria missina. Il partito della nazione, della patria, dello Stato. Unitario. Esattamente quello che i sovranisti si accingono a vivisezionare regione per regione. Sull'«autonomia differenziata» del suo amico Matteo Salvini brilla il non dico nulla, impegnata com'è a ricavare royalties elettorali dalla partita immigrazione.

LA SEA WATCH IN OLANDA, L'ITALIANA ALEX ALTROVE


Al punto che – sulla personale pagina internet – accusa un parlamentare di farsi pagare dagli italiani per curare gli interessi stranieri. Lei parla di Erasmo Palazzotto, Si, capitano della «Alex», battente bandiera italiana. La regola al tempo dei sovranisti: quella con vessillo olandese deve approdare nei Paesi bassi, a quella con il tricolore vengono vietati i porti italiani.
Nelle conclusioni di un video, la Meloni appare avvelenata contro i comunisti. Si potrebbe liquidare la cosa chiedendo di fornire il link per informare dove li ha scoperti o ritrovati. Se non fosse che – a dimostrare che la lingua batte dove il dente duole – la signora accentua: colpevoli di terrorismo, protagonisti degli anni di piombo.

«ROSSI» I TERRORISTI E GLI STRAGISTI FASCISTI


L'aggiunta va oltre la propaganda e il chilo di voti in più. Perché Giorgia Meloni delle libertà concesse (lei di certo non se l'è conquistate) dovrebbe ringraziare proprio chi insulta, quelli che hanno difeso il Paese: i comunisti, la sinistra, la classe operaia. E' scritto nelle sentenze dei tribunali della Repubblica, è nella Storia. Contro gli stragisti della destra bombarola fascista. Dia un'occhiata.