Salvini usa a fini elettorali la maglietta di Emma Marrone in favore dei bambini autistici

«A Bruxelles – ha detto ieri nel comizio a Tivoli – sono preoccupati per i voti che ha preso la Lega». Una fesseria. Dopo i risultati in Europa, i sovranisti come il capo del Carroccio non contano più niente. Al contrario di Zingaretti

La Lega esibisce la maglietta “noi amiamo i bambini autistici”, la campagna di Emma Marrone

La Lega esibisce la maglietta “noi amiamo i bambini autistici”, la campagna di Emma Marrone

Tommaso Verga 3 giugno 2019

di Tommaso Verga
Nella ricerca del «nemico da abbattere» (ne serve uno ogni giorno altrimenti va crisi di astinenza), domenica, a Tivoli, affastellando concetti diversi ed anche contrari uno dall'altro, Matteo Salvini ha svelato che stavolta si tratta di combattere contro le forze politiche della maggioranza dei Paesi che una settimana fa hanno completato la formazione del Parlamento europeo (nel continente si è votato tra il 23 e il 26 maggio).
«A Bruxelles – ha detto nel comizio – sono preoccupati per i voti che ha preso la Lega».
Una fesseria. A Bruxelles, conclusa la fase elettorale, il capo del Carroccio non conta assolutamente nulla, le trattative in corso per il nuovo esecutivo vedono dialogare esclusivamente rappresentanze delle formazioni antisovraniste pari alla sua, così come saranno quelle a impostare e realizzare le politiche del nuovo governo. Consideri pure paradossale – ma visto che si parla di Europa non lo è per niente – che nella capitale belga Nicola Zingaretti conti più di lui, in quanto componente dell'ammaccata ma comunque viva e vegeta S&D, l'Alleanza progressista dei socialisti e democratici.
Hai voglia volerti rifare a questa o a quella frazione dei cosiddetti «sovranisti». Che, dopo il voto, appaiono voler utilizzare la furbizia dimostrata negli anni passati per rimanere nel Ppe, il Partito popolare europeo, liberandosi d'una vicinanza, quella della Lega, che si rivelerebbe controprocucente per il proprio Paese. Come Orban e l'Ungheria. Oppure – ma siamo nell'avanspettacolo – farsi vedere sottobraccio a Nigel Farage, il sovranisva «vero», quallo che in Gran Bretagna ha confermato di essere a capo del movimento che vuole fuori dall'Unione europea l'inghilterra. Pro-Brexit senza mezze misure.
Una serie di inciampi come si può notare, non ultimo il collegamento tra «vorrei che il prossimo sindaco» fosse il candidato al ballottaggio di Lega, Casa Pound e Fiamma tricolore, e la promessa che «manderò poliziotti»; però a prescindere, manco fosse Totò.
Nessuna sottolineatura invece su quella che non può segnalarsi come una caduta di stile, ma il disvelamento reale del personaggio: che non ha vietato agli organizzatori del comizio tiburtino, di esibire una maglietta con su scritto “noi amiamo i bambini autistici”, ovvero l'espressione visiva della campagna lanciata nel 2015 dal comitato Montinari e che ha avuto tra le principali testimonial la cantante Emma Marrone a favore d'un gruppo di persone decisamente svantaggiato.
Sul quale ci vuole davvero particolare fegato a utilizzare simile gadget per una campagna elettorale. Ricavare qualche beneficio dalle disgrazie come queste evidentemente non è un problema: per Matteo Salvini, per la Lega, per quello che vorrebbe essere sindaco di Tivoli.