Un tandem grillino giudicherà se il giornalismo è 'imparziale' e 'leale'

Vito Crimi e Davide Barillari firmano un «protocollo» per combattere le «fake news e le informazioni parziali, manipolate e/o faziose...». Nella “nuova frontiera” del movimento 5stelle sarà lo smartphone a sostituire il giornalista

Davide Barillari (al centro), con Carmela Ferrara, dell'ufficio stampa; a sinistra, Vito Crimi

Davide Barillari (al centro), con Carmela Ferrara, dell'ufficio stampa; a sinistra, Vito Crimi

Tommaso Verga 30 maggio 2019
di Tommaso Verga
«Trovare strumenti per valorizzare quegli organi che si contraddistinguono per lealtà, indipendenza, imparzialità, completezza dell’informazione e qualità»; «i cittadini e il loro diritto di essere informati, la tutela dalle fake news, l’informazione primaria, il ruolo delle agenzie e come deve essere sviluppato». Il quiz non consiste nello scovare l'autore, bensì nell'assegnare tali propositi a un personaggio politico conosciuto purché – come si dice oggi – «divisivo». Indifferente l'appartenenza. Serve uno con seguaci divisi tra «tifosi» e «nemici».
Un tempo si sarebbe individuato un radicale, che so? Marco Taradash per chi ha buona memoria. Ora quei radicali si sono un po' smarriti cosicché la lente vira ma non si arresta. Allora ti inventi un troll, gli metti in bocca le due frasi ('virgolette' di rigore), e posti sul social (facebook, il più pop). Quindi ti siedi e cominci a enumerare: la quantità di insulti. Quasi tutti di appartenenti al movimento 5stelle. Dal lieve «fascista» (pochi: per i grillini destra e sinistra per me pari sono), ai sensati (nel senso che fanno senso), «Ti piacerebbe controllare la stampa libera eh? Tanto tu c'hai i giornaloni!».
Poi ti stufi. E in attesa di tirare il conto, ti viene in mente che è bene piantarla, raccontare la trama, spiegare l'antefatto, illuminare il palcoscenico.

IL GIORNALISTA E' LO SMARTPHONE


Punto A): si parla di...? Gli «organi da contraddistinguere» – dètta la partitura – sono giornali, radio, tv, web, smartphone. Gli autori della sceneggiata (ops, della sceneggiatura) assegnano compiti di enorme portata al telefonino, mediante il quale si fa informazione on-line, sic et simpliciter. Uno si trova sul posto, registra l'avvenimento e pubblica, su un qualsiasi social assurto a organo di informazione, senza inutili e superflue mediazioni. Nella «nuova frontiera» è il pixel-obiettivo che contraddistingue obiettività, lealtà, indipendenza. Obiezione: il giornalista? Non serve più. Dimostrata l'opportunità di abolire l'Ordine.
Abolire l'Ordine? Colpito e individuato! Vito Crimi, sottosegretario 5stelle alla presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria. Protagonista il 21 febbraio a Roma di una conferenza stampa (57 minuti, si ascolta su Radio radicale) nella quale viene presentato a 4-cronisti-quattro il «Protocollo d’intesa regionale per azioni comuni in materia di pluralismo dell’informazione».
Vito Crimi è quello che volendo togliere i finanziamenti ai giornali ne parla sin dalla nascita del governo del cambiamento. Però non riesce perché soldi all'editoria non se ne erogano più da anni. («Eppure mi avevano detto... Vuoi vedere che era soltanto propaganda?). E no, alcuni ne godono ancora. Per qualche tempo. Il manifesto, Avvenire, il Foglio (giornaloni insomma, secondo il lessico grillino) e Radio radicale. Che, illustra la foto, «intanto utilizziamo, affari suoi se chiude».
Segue commento non esattamente contemplativo: nella conferenza stampa qualcuno è stato arruolato nella formata seduta stante «commissione d'esame», promossa a «voce dei parlamentari come Vito Crimi, del consigliere come Davide Barillari, anche di Sheyla Bobba e quanti sono intervenuti per alimentare un gruppo di lavoro e di sostegno all’informazione “vera, leale, indipendente, imparziale, completa e soprattutto di qualità”».

LA CARTA STAMPATA? PER APPROFONDIRE


A proposito di fake news: «In Italia il sistema industriale che ha ricevuto più finanziamenti pubblici è l’editoria, dal 2003 a oggi tra diretti e indiretti ci sono stati contributi per 3,5 miliardi di euro». «I sussidi pubblici alle fonti energetiche fossili (gas, carbone, petrolio, ecoballe, etc.) sono pari a 11,5 miliardi all’anno». Fonte: ministero dell'Ambiente. Quale delle due è una fake news? La prima. Autore? Vito Crimi.
Altre perle al microfono: «È cambiata la sincronia dell’informazione, è cambiato il modo di utilizzare le notizie e di conseguenza deve cambiare il ruolo del giornalista o comunque di chi fornisce l’informazione». Fornisce? comunque? il vicino di casa? la portinaia?
Ancora: «Questo Protocollo dedica ampio spazio all’informazione on-line, prevedendo un ruolo di puro approfondimento alla carta stampata». «Puro approfondimento»? Il quale se virasse a notizia (come sta avvenendo da un paio d'anni negli Stati Uniti, a ubriacatura on line cessata torna il gradimento del giornale di carta) provvederà il movimento 5stelle a sanzionare chi si allontana dalle direttive?

«MA TU ANCORA LEGGI I GIORNALI?»


Con Crimi c'è l'altro grillino, Davide Barillari. Noto non perché presiede la III commissione permanente della Regione Lazio (editoria), ma perché buona parte del suo tempo la deve dedicare alle contumelie dei sostenitori pro-vax che tutti i giorni lo costringono a replicare a mezza bocca. Perché sono in aumento – anche in termini di aggressività – quelli che sul suo profilo accusano «il tradimento dei 5stelle, della ministra Grillo, di Beppe Grillo con Roberto Burioni» in materia di vaccini.
Anche se Davide Barillari non è tenero da parte sua. Pensando forse che sia attinente alla commissione che presiede, su facebook, a un sostenitore incavolato per una notizia, ha risposto «e tu ancora leggi i giornali?». Il che si coniuga strettamente con i «consigli» del «protocollo».
Nella Regione Lazio vige una legge che corrisponde contributi in denaro all'informazione locale. I due grillini evidentemente in materia la pensano e agiscono in maniera opposta. Di qui, sarà vero che «a pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina» (Pio XI, copiato da Giulio Andreotti), ma se viene reso pubblico il «decalogo del comunicatore» (abrogato il giornalista) non occorrono moltissimi sospetti per collegare le cose descritte. Un passo indietro non disturberebbe. Anche per far cessare il resoconto su facebook.