Abbazia di Trisulti, l'accusa al guru sovranista Steve Bannon: "falsi i documenti presentati a garanzia"

Adesso anche il ministero dichiara che dev'essere riesaminata la procedura di assegnazione. Nicola Fratoianni: «Non è sufficiente la revoca. Se i documenti sono falsi il governo deve interessare la magistratura»

L'abbazia di Trisulti

L'abbazia di Trisulti

Tommaso Verga 7 maggio 2019
di Tommaso Verga
Si moltiplicano notizie non esattamente favorevoli alla gestione attuale dell'abbazia di Trisulti. Prima l'indagine disposta dal Mibac sulla coerenza tra requisiti richiesti dal bando e destinazione effettiva, ora, secondo Corsera, i sospetti sulla garanzia finanziaria rilasciata dell'ultramilionario Steve Bannon. Aspetti non propriamente regolari secondo la «Jyske», filiale della banca danese incaricata di occuparsi degli aspetti economici del bando aggiudicato alla «Dignitatis Humanae», organizzazione sovranista. Pesantissima la dichiarazione rilasciata dal portavoce dell'istituto bancario sul documento che avrebbe dovuto garantire la solidità del progetto: l'atto «non è genuino – ha detto un manager dell'istituto – e posso confermare che non proviene dalla “Jyske Bank” di Gibilterra; la lettera e il suo contenuto sono dunque fraudolenti».
Steve Bannon non risulta abbia trovato il tempo per smentire e nemmeno per replicare. Nel peregrinare in Europa alla formazione del fronte sovranista, nella prospettiva delle elezioni del 23-16 maggio, l'ex consigliere di Donald Trump è occupato a mettere a punto l'agenda di Matteo Salvini, personaggio a suo dire «anticonvenzionale»: un complimento secondo lui, diversamente dagli italiani rispetto a uno che di mestiere dovrebbe fare il ministro degli Interni e il vicepresidente del Consiglio.
Chi, in tutta evidenza, non ha detto nulla delle intenzioni al diretto superiore dev'essere stato il sottosegretario Gianluca Vacca, grillino, che ha reso noto di aver interessato l'avvocatura dello Stato sugli aspetti ritenuti opachi dell'assegnazione dell'abbazia alla «Dignitatis Humanae». L'esame riguarda la compatibilità tra gli scopi previsti dal bando dell'ex ministro Dario Franceschini relativo alle attività susseguenti all'assegnazione e le regole dell'istituto indirizzate alla creazione di una «università del pensiero sovranista».
Una questione ripetutamente posta all'ordine del giorno da Mauro Bussiglieri, il sindaco di Collepardo, secondo il quale l'assegnazione dell'abbazia ai seguaci di Bannon va revocata. Anche perché sono necessari interventi urgenti e strutturali sull'intero edificio. Se le cose di queste ultime ore a proposito delle finanze dei sovranisti made in Usa sono come descritto, soltanto un ripensamento da parte dello Stato e un suo (immediato) intervento può riconsegnare Trisulti all'idea di «un punto di riferimento religioso e turistico» come in origine. 
Altrettanto determinato e categorico Nicola Fratoianni, parlamentare de La Sinistra, che in questi mesi ha ripetutamente chiesto al governo di revocare l'assegnazione: «Non bastavano le irregolarità amministrative, le testimonianze farlocche utilizzate per poter avere dallo Stato italiano lo straordinario bene pubblico della Certosa di Trisulti per farne la scuola europea di Bannon – ha detto all'Ansa –. Non bastava tutto ciò. Da un'inchiesta giornalistica di oggi veniamo a sapere che la documentazione di garanzia finanziaria sarebbe pure falsa.
«La revoca della concessione è quantomai urgente – ha concluso Fratoianni –, ma non basta più. Il ministro Bonisoli avvii alla luce di queste rivelazioni una nuova ispezione al Mibac per capire come possa essere stata assegnata in queste condizioni l'abbazia alla Fondazione DHI. E forse è arrivato il momento che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, con aspetti sempre più oscuri ed opachi».