Smeriglio candidato alle Europee. Zingaretti «rimpasta» Consiglio e giunta regionale del Lazio

Marco Vincenzi dopo quattro anni torna capogruppo, alla commissione Bilancio sostituito da Eugenio Patanè. Daniele Leodori sale alla vicepresidenza della giunta e lascia la guida dell'aula a Mauro Buschini

Smeriglio e Zingaretti

Smeriglio e Zingaretti

Tommaso Verga 10 aprile 2019
Il «movimento» più significativo, almeno pro-forma – tanto da modificare l'assetto del Consiglio regionale e della giunta del Lazio, e gli equilibri interni al partito zingarettiano –, riguarda Massimiliano Smeriglio, l'ex vendoliano vicepresidente della giunta nonché assessore a Formazione, diritto allo studio, università, ricerca, attuazione del programma. Lascerà la Regione per candidarsi al Parlamento europeo. Una scelta di sinistra per Nicola Zingaretti.
Le conseguenze più importanti nella pratica politica vedono protagonisti Marco Vincenzi, che riprende la guida del gruppo del Partito democratico, e Daniele Leodori – che, stando ai maligni, non si dimetterà da consigliere alla Pisana –, al quale viene assegnata la delega liberata dallo stesso Smeriglio: assessore e vicepresidente della giunta.
L'incarico a Marco Vincenzi – ex sindaco di Tivoli, con Zingaretti sin dai tempi della giunta alla Provincia di Roma – si direbbe la rifusione dei danni causati dalle indagini che lo hanno coinvolto nell'inchiesta su «mafia capitale», archiviate in istruttoria. A giugno del 2015 l'attuale presidente della commissione Bilancio si dimise da capogruppo del Pd alla Pisana, alla sola pubblicazione della notizia conseguente alle affermazioni di «Salvatore Buzzi su un mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra» scrisse in un comunicato stampa. «Buzzi dice il falso» il lapidario commento confermato dalle indagini. Alla commissione Bilancio della Pisana il nome probabile è quello di Eugenio Patanè.
Il «trasferimento» di Daniele Leodori dovrebbe invece rappresentare il ringraziamento a Bruno Astorre per quanto messo in campo per favorire l'elezione di Nicola Zingaretti a segretario nazionale del Pd (e la propria al vertice del partito regionale). Senza l'apporto del parlamentare ex dc assai difficilmente «il zinga» avrebbe sortito un risultato positivo nel Lazio.
Alla guida dell'aula, a Daniele Leodori dovrebbe subentrare Mauro Buschini, il «franco evangelisti» della Pisana, l'uomo di riferimento di tutte le trattative intese a svuotare le due fallite mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni e a «costruire» il «patto d'aula», prima con i 5stelle, poi con la destra. Iniziative che hanno evitato la fine prematura della maggioranza-«anatra zoppa», confermata dagli elettori il 4 marzo d'un anno fa.
Si attende il passaggio delle deleghe. Che, dal punto di vista strettamente politico, in particolare quelle da Massimiliano Smeriglio a Daniele Leodori, non è detto coincida con il trasferimento meccanico. Del «piano perfezionato» se ne saprà di più tra una settimana.