Cinque arresti per 156 truffe in due mesi della banda delle vendite online

Una donna vittima del raggiro, dopo essere stata minacciata, ha fornito ai carabinieri di Colonna l'audio della conversazione intrattenuta con il falso venditore. Che inoltre raccontava di essere imparentato con i Casamonica

In aumento le truffe online: 5 gli arresti stamattina eseguiti dai carabinieri di Colonna

In aumento le truffe online: 5 gli arresti stamattina eseguiti dai carabinieri di Colonna

Redazione 12 marzo 2019
(t. ve.) Oltre cento le vittime residenti in diverse regioni italiane, molte delle quali non hanno neppure sporto denuncia perché intimidite dalle ripetute minacce del gruppo o dalla mancanza di fiducia in merito alla possibile identificazione del falso venditore. Il giro di affari relativo a soli due mesi di indagini ammonta a circa 25mila euro, frutto di ben 156 truffe accertate dai carabinieri.
Le attività investigative condotte dai carabinieri della stazione di Colonna, in provincia di Roma, sotto la direzione della procura della Repubblica di Tivoli, hanno portato a 5 ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina. I provvedimenti hanno riguardato l'associazione per delinquere finalizzata alle truffe, oltreché l'accusa di minaccia aggravata per il capo della banda.
Gli arrestati: C.M., nato a Roma, classe 1978, già noto per analoghe vicende giudiziarie; C.C., nato a Roma, classe 1968; F.E., calabrese di origine, classe 1987; F.D., nata a Roma, classe 1976; P.T., nata in Russia, classe 1989. Allo stato risulta indagata in stato di libertà, una sesta persona non raggiunta dal provvedimento cautelare.
A carico dei 5 destinatari della misura cautelare è stata contestata anche l'aggravante prevista dall'articolo 61 nr. 5 del codice penale, tipico delle cosiddette «truffe online», in considerazione della posizione di forza dimostrata dagli autori del reato in relazione alle vittime che utilizzando la piattaforma di internet, non sono poste in condizione di verificare preventivamente l'identità del venditore né tanto meno il prodotto da acquistare.
Semplicissimo il meccanismo attraverso il quale si realizzavano le truffe. Esca, gli annunci pubblicitari in mostra sui più famosi siti online, mediante i quali si promuoveva la vendita, a prezzi convenienti, di apparecchiature elettroniche, telefoni cellulari, piscine da giardino. Il prodotto prescelto veniva spedito all'indomani del pagamento concordato mediante la ricarica di carte prepagate. La conclusione di questa fase preliminare coincideva con la fine dell'intera procedura, visto che il «pacco» non veniva spedito.
A questo punto, il compratore si preoccupava di contattare più volte il sedicente venditore il quale all'inizio avanzava dubbi sulla ditta incaricata della spedizione mentre in altri casi, in considerazione delle pressanti richieste di rimborso delle vittime, le minacciava. In un episodio accertato dai carabinieri, il promotore del sodalizio criminale ha minacciato una delle vittime prospettandole una possibile aggressione fisica nonché la pubblicazione di un falso annuncio su un sito di incontri utilizzando l'utenza della vittima quale punto di contatto per concordare la prestazione sessuale.
Non bastasse, le minacce da parte della banda sono state condotte anche prospettando legami di appartenenza con la famiglia rom dei Casamonica – non comprovati dall'attività investigativa –. L'identificazione del capo del gruppo criminale, è stata possibile grazie ad una donna vittima della truffa che, dopo essere stata minacciata, ha fornito ai carabinieri di Colonna l'audio della conversazione intrattenuta con il falso venditore.
Lo stesso file, una volta acquisito dagli investigatori, è stato inviato al Ris di Roma per il confronto della voce con un altro file, registrato dai militari durante un colloquio con il falso venditore. L'esito degli accertamenti ha di fatto «blindato» l'identificazione del soggetto.