«Così fan tutti»: condannati per le «spese pazze», i leghisti si scoprono mozartiani

Peculato per Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, entrambi capigruppo della Lega per Salvini, alla Camera e al Senato. Non i soli, ma con la differenza che gli altri in questi anni sono scomparsi dalla scena politica

Angelo Ciocca, l'eurodeputato che strappò la lettera della Ue al governo: condanna a un anno e 6 mesi

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Tommaso Verga 18 gennaio 2019
di Tommaso Verga
«Finito di mangiare mi chiede sempre la ricevuta: "mi raccomando, anche il caffè e l'amaro"... uno bravo, non sgarra mai». Chi è? «Un senatore, Massimiliano Romeo. Proprio precisi questi della Lega. Ma che li collezionano tutti 'sti scontrini?». Seee, ciao core! Si fanno rimborsare le spese, no? «Non ci credo dai, sei tu che ti inventi le storie pur di parlare male di Salvini».
Vabbè, ricordi mutande verdi? «La canzone? E che c'entra?». Ma quale canzone, la faccenda di Roberto Cota, il presidente leghista della giunta in Piemonte. Una storia uguale, in tutto per tutto a quella di Romeo: con i soldi della Regione si comprò un paio di mutande – «spese allegre»-quelle-«spese allegre»-queste – così venne condannato: un mese di differenza con Romeo.
«Tutti leghisti eh... ma allora gli altri partiti?». E chi obietta? Certamente. La differenza è che gli altri imputati-condannati, non solo in Lombardia – come Renzo Bossi, il figlio di Umberto, o Nicole Minetti (la signora che prese in custodia la nipote di Mubarak ai tempi del bunga-bunga di Berlusconi) – hanno abbandonato la politica, sono scomparsi da anni. Diversamente da Massimiliano Romeo, che è tuttora capogruppo della Lega in Senato, e Angelo Ciocca, eurodeputato del Carroccio, che oltretutto è già in campagna elettorale per la riconferma di maggio.
Hai presente Riccardo Molinari, leghista anch'egli? «Come no! È sempre presente ad Agorà, quasi ogni mattina, una bella persona». Ecco, è il capogruppo alla Camera della Lega (insomma, entrambi i leader di Salvini in Parlamento hanno debiti con la giustizia). Ha una condanna per peculato di 11 mesi per le «spese pazze» nella Regione Piemonte, con l'aggiunta dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici (pena sospesa per 12 mesi).
«Insomma non si salva nessuno?».
Io non la metterei a questo modo. Anche tra quelli condannati ci sono differenze. C'è chi si ritira-c'è chi si nasconde. C'è chi fa la morale, le prediche, chi fa lo smargiasso, e chi fa il finto indifferente, «tanto chi glielo dice alla gggente...». In ciò, la Lega di Salvini non si batte. Al punto che l'avvocato difensore di Romeo parla di un «un sistema che i leghisti hanno ereditato in buona fede» (e nel quale si sono trovati a loro agio: certificano le ricevute). «Così fan tutti» il motivetto. Che non regge. Mozart revocherebbe lo spartito.