Il fallimento? una frode. Sequestrati 4 milioni a una società del travertino

Sette indagati, in «concorso fra loro per bancarotta fraudolenta, di cui 3 anche per concorso in sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte». Le stime comprovate dalla perizia di «un professionista compiacente»

Il distretto del travertino Tivoli-Guidonia Montecelio

Il distretto del travertino Tivoli-Guidonia Montecelio

Redazione 22 dicembre 2018
I militari del Comando provinciale della guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato beni per 4 milioni di euro in seguito a un decreto emesso dal gip del tribunale di Tivoli, su richiesta della locale procura della Repubblica. Sotto scacco i responsabili di reati inerenti al fallimento di una nota società operante nel settore del travertino, alla frode fiscale e alla truffa ai danni dello Stato.

In particolare, le indagini dei finanzieri del gruppo di Tivoli e della locale sezione di pg, coordinate dalla Procura tiburtina, hanno consentito di scoprire il disegno criminoso ideato e posto in essere da un sodalizio, composto da imprenditori e professionisti, che aveva cagionato un passivo fallimentare di 11 milioni di euro e proceduto a distrarre un intero complesso aziendale del valore di oltre 3 milioni di euro.

L’attività investigativa è partita proprio dalla sospetta cessione di un ramo d’azienda antecedente l’avvio della procedura fallimentare della società tiburtina. Infatti, dall’analisi della documentazione contabile è emerso che a fronte del reale valore dei beni che componevano il ramo d’azienda, tra i quali macchinari per l’estrazione del travertino e capannoni industriali, attraverso la perizia di un professionista compiacente che aveva ampiamente sottostimato detto patrimonio, avevano ceduto gli assets aziendali ad altra società sempre a loro riconducibile per appena 160.000 euro. Tale operazione era unicamente strumentale alla sottrazione dei beni ai creditori e all’erario.

Con tali presupposti sono state iscritte nel registro degli indagati 7 persone, tutte in concorso fra loro per bancarotta fraudolenta, di cui 3 anche per concorso in sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

All’esito delle indagini, la procura della Repubblica di Tivoli ha inoltre richiesto e ottenuto dal competente gip il sequestro dei beni e delle disponibilità finanziarie dei sodali per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. I militari hanno individuato e posto i sigilli a ville di lusso e numerosi terreni, nonché sequestrato diversi conti corrente bancari con oltre 1 milione di euro ivi depositati.

L’attività si inserisce nella costante opera delle fiamme gialle a tutela dell’economia legale e degli operatori rispettosi delle regole, costretti a subire anche la concorrenza sleale di chi si muove nell’illegalità.