Assolto Manlio Cerroni: a Malagrotta non vi fu associazione per delinquere

Con il «Supremo», stesso verdetto per gli altri cinque imputati: Bruno Landi, Francesco Rando, Giuseppe Sicignano, Luca Fegatelli e Raniero De Filippis. «Fatto non commesso» per Piero Giovi

Manlio Cerroni, il «Supremo»

Manlio Cerroni, il «Supremo»

Tommaso Verga 5 novembre 2018

«Non chiedevo un premio, ma il castigo no, dopo tutto quello che ho fatto nella vita e per Roma che ho amato tanto. Quante volte ho detto 'ditemi, che io la sistemo'. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto, voglio morire lavorando – così Manlio Cerroni, in lacrime, alla lettura della sentenza d'assoluzione per il processo-Malagrotta –. Io so come abbiamo fatto, questo Paese era Amatrice, era nel '44 e nel '45 – ha aggiunto –. Cerco solo di lavorare, produrre, fare bene, perché questo Paese ne ha bisogno».
Cadute le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e frode in pubbliche forniture, accuse per le quali il pm Alberto Galanti aveva chiesto 6 anni di carcere per l'ex padrone della discarica. Il verdetto, ad opera del presidente del I collegio della I sezione del tribunale di Roma, Giuseppe Mezzofiore, dopo circa otto ore di camera di consiglio
Con Cerroni, assolti Bruno Landi (per l'ex presidente socialista della giunta della Regione Lazio il pm aveva chiesto 5 anni) e Francesco Rando, amministratore unico di molte imprese del gruppo, Giuseppe Sicignano (4 anni), supervisore delle attività operative presso gli impianti di Cecchina, Luca Fegatelli, dirigente dell'area rifiuti della Pisana, e Raniero De Filippis, a capo del dipartimento territorio della stessa Regione Lazio (2 anni per entrambi).
I sei a vario titolo erano accusati di associazione per delinquere, in alcuni casi finalizzata al traffico illecito di rifiuti e alla frode in pubbliche forniture. Alcuni capi di imputazione sono stati respinti per intervenuta prescrizione. Piero Giovi, socio di Cerroni, è stato assolto per non avere commesso il fatto.


L'annuncio della chiusura della discarica di Malagrotta arrivò il 13 agosto 2013 dal sindaco di Roma Ignazio Marino. L'effettiva cessazione, il 30 settembre. D'accordo con il primo cittadino, il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti.


Manlio Cerroni e gli altri coimputati, vennero arrestati il 9 gennaio 2014 dai carabinieri Noe, al comando di Sergio De Caprio (il colonnello dei CC che nel 1993 catturò Totò Riina, forse più noto come «Ultimo»).