Casamonica, Nuova famiglia, Banda della Magliana, il clan dei «cravattari» a San Cesareo

Le tariffe degli usurai dal 90% al 180% annuo con punte del 570 per cento. Da Palestrina e San Cesareo a Roma, Latina e Napoli in corso i sequestri per 11 milioni di euro. Anche il lussuoso albergo nel centro di Praga

La guardia di Finanza in azione nell'«operazione terza età»

La guardia di Finanza in azione nell'«operazione terza età»

Tommaso Verga 31 luglio 2018

di Tommaso Verga


Non sarebbe fuori luogo immaginare che «terza età» potrebbe condurre a Massimo Nicoletti. Non è così. Va diversamente tradotta l’operazione che dopo gli arresti del 3 luglio si sta concludendo con il sequestro di beni immobili e società per un valore di circa 11 milioni di euro. Resta comunque un fatto che le attività della guardia di Finanza risalgano a fatti che a settembre del 2017 collegarono i protagonisti odierni di San Cesareo e Palestrina – le due cittadine in provincia di Roma luoghi centrali delle indagini –, al figlio del presunto cassiere della banda della Magliana.
A carico del quale, secondo il pm Luca Tescaroli, si registra il «trasferimento fraudolento di beni finalizzato a eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale». Altra contestazione, la «bancarotta fraudolenta impropria documentale» per aver tenuto libri e scritture contabili «in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti degli affari della società fallita».
Un «rivolo» portato alla luce da quelle indagini conduceva un «faccendiere» del Nicoletti, in difficoltà economiche e obbligato a restituire rilevanti somme di denaro, a chiedere un prestito a un congiunto, Mauro Licenziato. Di lì il passo breve per arrivare alla scoperta d’una organizzazione usuraria ben strutturata, oltre che da costui presieduta dal padre (entrambi residenti a San Cesareo). I tassi medi applicati per il prestito del denaro oscillavano tra il 90% ed il 180% annuo con punte del 570 per cento.
Non mancavano le «buone maniere» utili a soggiogare le vittime dei «cravattari», né altri personaggi collegati con figure di «spessore». Da alcuni collaboratori di giustizia Mario Licenziato è stato citato come affiliato alla Nuova Famiglia, capeggiata di Michele Zaza u’ pazz, mentre, assieme al padre, tramite Elvis Hudorovich, detto Giovanni lo zingaro, si relazionava con esponenti dei Casamonica.
E’ emerso che il gruppo reinvestiva i proventi delle attività nell’economia legale, le case di riposo per anziani – di qui la «terza età» dell’operazione –, autosaloni, beni immobili. A supporto, Anna Maria Liguori (ai domiciliari), consulente fiscale incaricata di assegnare, volta per volta, la formale titolarità giuridica dei compendi aziendali, riconducibili all’organizzazione. Alla quale non venivano a mancare compiacenti – ma anche ignare – «teste di legno», utilizzate per la gestione di imprese. Sottoposte a sequestro due «strutture protette» di San Cesareo, riconducibili a Mario Licenziato.
Esponente di rilievo della famiglia, la zia Carmela Licenziato, più nota come «lady cocaina», pluricondannata per traffico di stupefacenti ma anche porto e detenzione di armi. Benché detenuta, la donna è risultata attiva nel settore ed intenzionata a dare vita ad un’autonoma «piazza di spaccio» nella capitale. A suo carico, sequestrato a Palestrina un immobile intestato fittiziamente ad una congiunta.
Le accuse a vario titolo per i nove componenti della banda: associazione per delinquere, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa aggravata ai danni dello Stato, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni al fine di eludere la normativa antimafia in materia di prevenzione patrimoniale.
Per il sequestro di una struttura alberghiera ubicata nel centro di Praga, sono in corso le previste attività rogatoriali. Gli altri beni: quote sociali, capitale sociale e intero patrimonio aziendale di 9 società di capitali e 2 ditte individuali, nonché una quota maggioritaria di una società consortile, attive nei settori del “commercio autoveicoli”, “intermediazioni finanziarie”, “commercio di prodotti petroliferi”, “commercio all’ingrosso di prodotti
vari”, “ristorazione”, “alberghiero” e “assistenza sociale residenziale”; tre immobili siti in San Cesareo e Palestrina per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Non è finita. Altre perquisizioni sono in corso a Roma, Latina e Napoli.