Da aprile pensioni più basse (per finanziare il reddito di cittadinanza)

Il «taglio» interessa tutti gli assegni a partire da 1.522 euro mensili (lordi). Poi, a giugno, l'Inps recupererà i primi tre mesi di quest'anno (tanto si vota il 26 maggio). I «furbetti della promessa» nelle tasche degli italiani

Manifestazione sindacale contro la mancata rivalutazione delle pensioni

Manifestazione sindacale contro la mancata rivalutazione delle pensioni

Tommaso Verga 23 marzo 2019
Da aprile, 5 milioni e mezzo di pensionati incasseranno assegni più bassi a causa del nuovo sistema di calcolo dell’adeguamento al costo della vita.
La misura, inserita dal governo Lega-5stelle nella legge di bilancio, decorre dal 1° gennaio 2019 ma l’Inps non ha fatto in tempo ad applicare il provvedimento a quella data. A causa delle divisioni all’interno della maggioranza, il via libera definitivo al bilancio è arrivato quasi fuori tempo massimo.
Un ritardo, quello dell'istituto di previdenza, che ha comportato il calcolo degli assegni con il sistema precedente la revisione. L'Inps, di conseguenza, vuole recuperare il surplus di 3 mesi. Chiamando i pensionati a restituire le somme corrispondenti. L'istituto non ha comunicato quando opererà le trattenute, ma la cosa certa è che Lega e 5stelle aspetteranno giugno: il 26 di maggio si vota, guai a dire che i «furbetti della promessa» possono tradire.


di Tommaso Verga
«Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani», parola di Salvini, uno pratico dell'aforisma che riporta a Berlusconi. Anzi: condiviso con Silvio, quando i due erano soci di governo (Matteo tenta di non far girare la voce; però le opere, ora come allora, stanno lì a dimostrare il contrario: è sufficiente osservare la voragine dei «buffi»). E' vero, le mani nelle tasche degli italiani non le hanno messe. Lui e Gigino hanno aspettato che uscissero dall'ufficio postale.
«Scusi, lei è un pensionato? Mi deve versare la trattenuta che abbiamo disposto sul suo assegno». Ma se l'assegno è il mio, perché debbo restituire? E per quale motivo? Non vi bastano i contributi che ho versato durante la mia vita lavorativa? «Non ci faccia perdere tempo (e pazienza), la ritenuta ci serve per il reddito di cittadinanza, era nel nostro programma di governo, col quale un anno fa abbiamo vinto le elezioni: è una promessa ai nostri elettori, non vorrà che tradiamo».
Mi state dicendo che non avendo fondi sufficienti per il reddito di cittadinanza li state rimediando tassando i pensionati? E non vi vergognate? Se lo avessi immaginato, mi sarei fatto accreditare l'assegno sul conto corrente, così l'agguato fuori dell'ufficio postale sarebbe andato a vuoto...
«Ma che dice! La ritenuta l'avremmo fatta lo stesso. Ha presente Giuliano Amato? Nel 1992 applicò la patrimoniale sui conti correnti: il 6 per mille. Ora, anche se in condizioni diverse, abbiamo disposto che l'Inps faccia lo stesso». Calma, il gioco di parole non mi appassiona. Quella di Amato si chiamava «patrimoniale» non trattenuta sulle pensioni. La pagarono tutti, in base a quanto depositato sul conto corrente. Potevate farlo pure voi, senza «tassare» soltanto le pensioni, addirittura quelle da 1.500 euro al mese.
«La patrimoniale? Sei matto! Poi chi glielo va a dire a quelli del nord che votano Lega che Salvini ha messo la patrimoniale?». Cos'è? Un'altra promessa elettorale? «Certo che sì, però permanente, noi siamo contro le tasse, in Italia sono troppe, le dobbiamo ridurre!». Ah! ecco perché ai pensionati le avete aumentate.