Verso una nuova legge regionale per le cave

Il presidente Valerio Novelli ha convocato le due commissioni Ambiente e Attività produttive per il 31 gennaio. Priorità: salvaguardia ambientale dei bacini produttivi e dei territori interessati all'estrazione dei materiali lapidei

Manifestazione contro i licenziamenti dei lavoratori del distretto Tivoli-Guidonia Montecelio

Manifestazione contro i licenziamenti dei lavoratori del distretto Tivoli-Guidonia Montecelio

Tommaso Verga 25 gennaio 2019
di Tommaso Verga
Si potrebbe definire «sparigliatutto». Norma utilizzabile per chi è in regola e per chi no. Altissimo il punteggio in termini algebrici. Il 31 gennaio congiuntamente si riuniranno nella «Sala Etruschi» del Consiglio regionale del Lazio le due commissioni permanenti Ambiente e Attività produttive, convocate dal presidente Valerio Novelli, 5stelle. Compito, la salvaguardia ambientale dei bacini produttivi e dei territori interessati all'estrazione dei materiali lapidei.
Atto preliminare: la separazione delle cave attive da quelle dismesse. Un censimento finalizzato, si legge, al «1) riallineamento delle attività di pianificazione e programmazione delle attività estrattive; 2) la definizione relativamente ai poli estrattivi, di criteri e direttive per il recupero ambientale e la messa in sicurezza dei siti sotto il profilo idro-geo-morfologico; 3) la definizione di indirizzi, criteri e direttive per il riutilizzo dei siti sotto il profilo ambientale e e/o storico-culturale, compatibilmente con le destinazioni urbanistiche».
Un terzetto che Valerio Novelli correttamente definisce «di grande importanza per i futuri assetti del territorio, con l'obiettivo di favorire il riassetto ambientale di luoghi abbandonati da tempo».
Una conclusione che con molte probabilità non tutti gradiranno, prima d'altri imprenditori e sindacati, piuttosto destinata a riaprire il contenzioso solo in parte sanato dalle decisioni dei Tar. I quali, preferendo gli argomenti più lievi, così escludendo di entrare nel merito della contrapposizione occupazione-ambiente (si pensi alla sentenza sul ricorso della «Str»), hanno «dato torto» a Nessuno...
Pronosticare scintille, anche all'interno delle composizioni commissariali, non è avventato. Però, prima di appiccare l'incendio, sarà opportuno andarsi a rileggere quel che il Consiglio regionale ha deliberato in materia in quella notte del 22 ottobre 2018, l'articolo 31 della legge numero 7. Le origini della convocazione affondano lì. Se si proseguisse nello spirito di quella riunione, sortirebbe l'effetto che le due commissioni consegnino al Consiglio lo schema di delibera su una nuova legge sulle cave.
A questo punto, stando così le cose, che succederà sulle «pagine aperte»? Proseguiranno le procedure sulle questioni in sospeso oppure l'iniziativa bi-commissariale consiglierà lo stop ai protagonisti? Tutte le puntate sulla seconda. Ma si vedrà.
LA SCADENZA SMARRITA DEL 30 SETTEMBRE (2018). Era il 4 settembre, cinque mesi fa. Nel pieno della «vertenza-cave», con gli annunciati licenziamenti della «Str spa», preambolo interessante tutto il distretto del travertino Tivoli-Guidonia Montecelio, arriva la nota di Gian Paolo Manzella, assessore alle attività produttive della Regione Lazio: «Oggi ho trasmesso al sindaco di Guidonia Montecelio, Michel Barbet, e all'assessore alle Politiche per l'ambiente e sviluppo sostenibile di Tivoli, Maria Ioannilli, una nuova proposta di accordo istituzionale per definire i termini della collaborazione tra Regione e Comuni nell'ambito del settore estrattivo». Infine, «è un testo frutto di un confronto di diversi mesi che ha già visto scambi di documenti tra le parti e che mira a definire un'azione congiunta in questo settore così strategico per il nostro territorio».
In parole povere, l'assessore conferma l'«accordo di programma» da sottoscrivere con i due Comuni. Obiettivo, «dare una prospettiva di medio periodo al settore: sia dal punto di vista della produzione, sia da quelli del lavoro e della tutela territoriale e dell'ambiente». Termini temporali: «arrivare alla definizione del testo entro il 30 settembre (2018, ndr), come da accordi presi nel Tavolo di confronto esplicitamente richiesto dalle amministrazioni comunali».
Infatti..., tra una settimana saranno passati cinque mesi, ma dell'«accordo di programma» s'è perduta traccia.
LA LETTERA DI ROSANNA BELLOTTI. Né soccorre il flebile gemito dell'8 novembre 2018. A una sollecitazione del sindaco di Guidonia Montecelio che chiede notizie, Rosanna Bellotti, direttore regionale per lo Sviluppo economico e le attività produttive, a capo dell'assessorato di Manzella, risponde dicendo di essere impegnata «ad approfondire gli aspetti tecnici del medesimo accordo, anche alla luce della versione da ultimo trasmessa con la nota emarginata». Si parla della legge sulla semplificazione approvata dal Consiglio regionale il 22 ottobre, la quale all'articolo 31, stabilisce che «la giunta definisce, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della stessa, un Piano di Azioni strategiche sulle medesime tematiche oggetto dell'Accordo». Coincidenza con l'incontro del 31 gennaio? I tempi stanno a dire che no. Ma nulla va escluso.
«Bisogna approfondire» in sostanza. Chi deve farlo non è chiaro e nemmeno chiarito. Fatto sta che qualcuno deve provvedere «alla definizione delle Azioni strategiche, al fine di valutarne l'impatto sulle tematiche oggetto dell'Accordo nonché per assicurare la necessaria coerenza tra l'azione da condurre sul Comune di Guidonia (Tivoli non si cita, ndr) e la più ampia attività svolta sull'intero territorio regionale».
MICHELA CALIFANO SI ECLISSA. Infine, ciliegina sul potpourri di parole, arrivano 500mila euro. Dalla silente Regione Lazio. L'annuncio è di Michela Califano, Pd, consigliera regionale. La quale commenta: «che il settore estrattivo sia importante non l’abbiamo dimostrato solo lo scorso settembre approvando il famoso emendamento ‘salva-cave’ (dell'opposizione, a firma di Laura Cartaginese, Forza Italia; l'annunciata in quel momento «ricetta» del Pd non s'è mai vista, ndr)... Con questi fondi possiamo far partire finalmente un importante piano strategico e di sviluppo. Voglio ringraziare l’assessore Manzella...» eccetera.
500mila euro per «un importante piano strategico e di sviluppo» delle cave (nemmeno del travertino ma della regione?). 500mila dubbi piuttosto. Semmai compatibili con la stampa di qualche depliant. Chiarimenti che avremmo voluto chiedere all'annunciatrice Michela Califano, che però s'è eclissata alla richiesta di un incontro sull'argomento. Rispondere a obiezioni su un comunicato? Mica è previsto.