Sterilizzati i pedaggi per altri tre mesi, parziale accordo su A24 e A25

Si attende la conferma ufficiale ma un accordo sarebbe stato sottoscritto fra Mit, Strada dei parchi e Anas, col quale si sarebbe sancito il congelamento totale di qualsiasi forma di aumento dal 1° gennaio 2019

Il viadotto di Tornimparte al km 84 dell'autostrada A24 per L'Aquila

Il viadotto di Tornimparte al km 84 dell'autostrada A24 per L'Aquila

Tommaso Verga 28 dicembre 2018
ULTIMORA
(t. ve.) Ininterrottamente in riunione da ieri mattina, tra ministero delle Infrastrutture e Strada dei parchi si sarebbe raggiunta una parziale intesa relativamente all'aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25, soluzione che sarebbe stata favorita dall'intervento dell'Anas. Manca la conferma ufficiale ma, a quanto si apprende in via ufficiosa, con la redazione di un accordo i tre enti avrebbero sancito per l’immediato il congelamento totale di qualsiasi forma di aumento con decorrenza 1° gennaio 2019.
In questo senso il ministro Toninelli si sarebbe impegnato a emanare un apposito decreto. Mediante il quale non solo si prolunga la situazione in essere al 31 dicembre fino a marzo 2019 relativa alla sterilizzazione dell'aumento del 12,69 per cento in vigore dallo scorso ottobre, ma anche dei paventati aumenti di fine anno, quelli «normali», calcolati al 5,8%.
Nei prossimi tre mesi – fonte: Strada dei parchi –, il tavolo dovrebbe proseguire il suo lavoro per trovare soluzioni definitive, con un monitoraggio esteso ad ampio raggio su tutti i fronti, non soltanto per il contenimento delle spese a carico dei viaggiatori ma anche per garantire la loro sicurezza. Un piano di ampia portata quindi.
Tanto che nei primi tre mesi del 2019, sarà approvato il Pef (il Piano economico finanziario) ed anche sbloccati i 192 milioni di euro inseriti nel decreto Genova, finalizzati alla messa in sicurezza dei viadotti delle due autostrade. 

di Tommaso Verga

Se convenisse, verrebbe da consigliare «un tanto a consumo» ininterrotto su e giù agli utenti. Dalla romana tangenziale est alle sponde dell'Adriatico. Così, tanto per risparmiare sul rimanente (ammesso: cervellotico). Perché, tra mezza settimana, arriva l’aumento dei pedaggi per le autostrade A24 e A25. Addio all'«indulgenza tariffaria trimestrale» di Strada dei parchi in vigore fino al 31 dicembre 2018.
Cosa succederà il primo gennaio 2019? Si vedrà dalle conclusioni di oggi. Iniziata ieri tra ministero delle Infrastrutture e Strada dei parchi la «trattativa» prosegue e andrà avanti sino a conclusione si è convenuto. Si immagina che abbia costituito argomento centrale il ripristino dello sterilizzato 12,89 per cento non incassato nel trimestre ottobre-dicembre. Beneficio «concesso» dal gruppo Toto, per evitare a Danilo Toninelli una brutta figura all'esordio ministeriale – unica andata a buon fine –, quale sarebbe stata perdere la partita stante i contratti tra Stato e concessionario, confermati dalle sentenze in proposito della giustizia amministrativa.
Arretrato sul quale l'attualità aggiunge il nuovo aumento dei pedaggi, le nuove tariffe, il sobbalzo delle percentuali. A precedere i comunicati ufficiali, è una tabella del Fatto Quotidiano di corredo a un articolo di Stefano Feltri. Autostrade per l’Italia, a fronte dello 0.86% richiesto potrebbe aggiudicarsi lo 0,81%. Sommato al 12,89 per cento.
Decisamente più «pesante» il riferimento sul quale fa perno AbruzzoWeb, il quale ieri ha scritto che sarebbe «in arrivo una maxi stangata del 19 per cento per i pendolari abruzzesi (e ovviamente anche laziali, ndr) utenti delle autostrade A24 e A25 che collegano l’Abruzzo con il Lazio»: il calcolo prende in esame il contratto tra Stato e Società dei parchi che prevede a favore di quest'ultima un incremento tra il 5 e il 6 per cento annuo.
Le parti. A spada sguainata Danilo Toninelli ministro delle Infrastrutture contro tutti, che si dice «al lavoro per bloccare gli aumenti». Poi attacca i concessionari – ossia Strada dei parchi e Carlo Toto, definiti «prenditori di Stato» –, e i sindaci laziali e abruzzesi mobilitati contro il caro-pedaggi, invitati a «prendersela con i loro stessi partiti».
Sull'altro lato, dopo aver ribadito in un comunicato che lo «sconto» sui pedaggi cesserà tra tre giorni, Strada dei parchi sottolinea come «i nuovi rincari possono essere scongiurati. Serve solo la buona volontà del governo, che si traduce nell’approvazione del nuovo Pef (Piano economico e finanziario) bloccato dal 2013, su cui la Società ha già manifestato la propria disponibilità per arrivare ad una definizione condivisa.
«Un nuovo Pef – si legge – consente di dare certezze sia sul piano dell’adeguamento sismico di A24 e A25 sia su quello degli investimenti necessari. Che si traduce in un doppio vantaggio per gli utenti, con una autostrada ancora più sicura e con una politica degli incrementi dei pedaggi maggiormente contenuti nel tempo».
In conclusione le dolenti noti: «Già oggi, gli inutili allarmismi sulla sicurezza del tracciato hanno prodotto una riduzione del traffico del 7%. Un colpo per l’economia ed il turismo dei territori. Spetta al governo decidere. E in tal senso Strada dei parchi ha chiesto un incontro urgente al Mit».
Iniziato ieri dovrebbe concludersi oggi. Il clima non è certamente dei migliori.