Sos di Italia nostra: «Il museo o i palazzi». Il demanio “restringe” l'aeroporto di Guidonia Montecelio

«Le strutture della Direzione superiore studi ed esperienze minacciate di estromissione dal demanio dello Stato» denuncia l'associazione. La «dismissione» potrebbe tradursi in «possibile alienazione a soggetti privati»

La «galleria del vento» della Direzione studi ed esperienze dell'«Alfredo Barbieri» di Guidonia

La «galleria del vento» della Direzione studi ed esperienze dell'«Alfredo Barbieri» di Guidonia

Tommaso Verga 18 agosto 2019
di Tommaso Verga
«Si direbbe terminato il lungo limbo che ha accompagnato la pluridecennale richiesta di riportare all’ordine del giorno la riqualificazione dell’impianto di volo e la valorizzazione della direzione del centro studi ed esperienze trasferito da Roma nel 1935» si scriveva su Globalist il 13 luglio d'un anno fa. Evidentemente la stagione delle ferie non «porta bene» all'aeroporto di Guidonia Montecelio, l'«Alfredo Barbieri». Perché la nota firmata da Italia nostra e rilanciata oggi dall'Ansa non si presta a «interpretazioni»: «Le strutture Dsse (Direzione superiore studi ed esperienze, ndr) dell'aeroporto di Guidonia sono minacciate di estromissione dal demanio dello Stato».
Dunque, non solo il limbo è tutt'altro che terminato, ma rischia di trasformarsi in inferno. Infatti, denuncia Italia Nostra, «l'Agenzia del demanio starebbe procedendo a delimitare un'area all'interno dell'aeroporto, contenente la Dsse, per la dismissione dal demanio militare con possibile alienazione a soggetti privati. Sarebbero anche in corso interventi sulle strutture, che, già danneggiate dagli eventi bellici e dall'ottusa incuria di ben 75 anni, sono a grave rischio di crollo, e andrebbero urgentemente messe in sicurezza da personale specializzato. La dismissione dal demanio e gli interventi sulle strutture in assenza delle necessarie prescrizioni della Soprintendenza a tutela del loro valore culturale configurano il rischio di gravi danni».
L'appello dell'associazione è indirizzato al ministero dei Beni culturali, all'amministrazione comunale di Guidonia Montecelio – dal 1988 la città è gemellata con Cape Canaveral – e all'Aeronautica militare affinché «si applichino finalmente le norme di legge per la salvaguardia e la valorizzazione delle strutture residue della Direzione superiore studi ed esperienze all'interno dell'aeroporto “Alfredo Barbieri”».
A proposito di un anno fa, un comunicato del sindaco Barbet annunciava l'incontro con i vertici dell'Aeronautica, evente per oggetto il recupero dei reperti storici dell’aeroporto. Punto centrale, l'invio della documentazione entro dicembre, da parte dell’Am alla competente soprintendenza per la dichiarazione di interesse culturale. Effetto, apposizione del vincolo dettagliato. Secondo l'associazione, la documentazione non sarebbe arrivata, elemento che avrebbe «sollecitato» il demanio a intervenire.

Per Italia nostra, «le strutture residue della Dsse sono tra le più rilevanti a livello non solo nazionale. Viva testimonianza del grado di eccellenza dell’aeronautica italiana, riconosciuto a livello mondiale, nel periodo tra le due guerre». A Guidonia Montecelio, già «negli anni Trenta si effettuarono i primi studi sul volo supersonico, nelle imponenti strutture, ancora ben visibili, della galleria del vento supersonica, in quegli anni di gran lunga la più avanzata al mondo».