Trisulti: «Il governo tolga l'Abbazia al clan di Steve Bannon»

Nuova manifestazione sabato, la seconda, a Collepardo per riconsegnare la Certosa ai «beni comuni»: «facciamone il luogo simbolo di idee che non si chiudono al mondo, ma continuano a respirare»

La prima marcia-manifestazione a difesa del «bene pubblico» Certosa di Trisulti

La prima marcia-manifestazione a difesa del «bene pubblico» Certosa di Trisulti

Tommaso Verga 14 marzo 2019
di Tommaso Verga
Qualche giornale aveva propagato la notizia del golpe nel «Dhi», il Dignitatis humanae institute guidato da Benjiamin Harnwell, l'esponente della destra sovranista, uomo di fiducia di Steve Bannon. Oggetto del malumore (e delle chiacchiere) proprio il capo dell'istituto. Nulla di tutto ciò. Ha provveduto il Secolo, il più antico organo di partito – la nascita risale al Msi; adesso una sorta di portavoce ufficiale di The Movement –: «
Il ritiro di Steve Bannon? Una bufala. Il progetto sovranista per l’Europa va avanti» titola il quotidiano diretto da Francesco Storace. Non necessitano spiegazioni.
Nonostante che il 25 gennaio scorso, Gianluca Vacca, sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali, grillino, all'interrogazione urgente di Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana, avesse risposto che la concessione della Certosa di Trisulti al «Dhi» si prestava a revisione. Nella realtà, lo «sgombero» dell'Abbazia di Trisulti neanche si pone. Nonostante da parte del governo si fosse fatto cenno alla carenza dei requisiti, persino che il permesso doveva essere revocato. Figuriamoci. Da parte della coalizione gialloverde poi...
Quanto a preferenze, l'ex consigliere di Donand Trumph ha detto e ripetuto che i suoi riferimenti in Italia sono Luigi Di Maio e Matteo Salvini (un «messaggio» evidentemente compreso in ritardo dal sottosegretario grillino). Francesco Storace con Giorgia Meloni potranno anche proporsi, improbabile che Bannon cambi opinione. Anche in ragione dei rapporti di forza.
Tutti motivi che hanno portato alla richiesta ribadita della «
Rete delle Comunità solidali della provincia di Frosinone» affinché sia «revocata la concessione di assegnazione alla Fondazione Dignitatis Humanae Institute sussistendo il fondato dubbio che ci siano elementi non conformi ai requisiti richiesti nel bando.
«Inoltre – prosegue la “Rete” – si chiede che venga immediatamente avviato uno spazio pubblico per promuovere una riflessione approfondita sulla gestione dal basso dei beni culturali. Ci sono energie vive che operano in silenzio tra mille difficoltà, energie che attraverso la gestione del nostro patrimonio in un’ottica di servizio pubblico sono in grado di far rinascere territori e comunità, anche in chiave occupazionale oltre che culturale e sociale.

«Non lasceremo a Steve Bannon e soci lo spazio per stravolgere l’identità di un luogo così importante per il nostro Paese – conclude la “Rete” –. Non condanniamo la Certosa all’oblio. Facciamone il luogo simbolo di idee che non si chiudono al mondo, ma continuano a respirare».

A difesa del «bene comune» di Trisulti si svolgerà sabato la seconda edizione della marcia tra Collepardo (Fr) e l’Abbazia, perché la Certosa torni ad essere un luogo storico e culturale aperto a tutti, svincolato da qualsiasi imposizione ideologica e credo politico.

Il programma di sabato mattina: ore 9 appuntamento al parcheggio esterno a Collepardo per la registrazione; ore 10 partenza della marcia di 6 km; ore 12 arrivo a Trisulti ed interventi inerenti l’autorizzazione ministeriale a «Dhi»; il percorso per il Rinascimento della Certosa.