Un museo, due direttori: il «Lanciani» di Montecelio verso un'altra chiusura

Il museo potrebbe perdere i fondi erogati dall'Organizzazione museale regionale per mancanza di requisiti. Intanto prosegue il paradosso sui due vertici che litigano sulla stampa su chi è più titolato a dirigere l'istituto

La Triade capitolina custodita nel museo «Rodolfo Lanciani» di Montecelio

La Triade capitolina custodita nel museo «Rodolfo Lanciani» di Montecelio

Tommaso Verga 21 novembre 2018

di Tommaso Verga
E' un esempio. Della confusione che alberga nelle stanze dell'amministrazione comunale di Guidonia Montecelio (lasciando fuori quel che suggerirebbero maliziosi pensieri cattivi). Ne discende che la ricerca di un ancoraggio che segnali il dove si è arrivati consiglia di riepilogare tutto il nastro. E riprendere dalla sezione «da dove si è partiti?». Almeno due le stazioni. Quella dalla quale salirono su per le scale del museo «Rodolfo Lanciani» i preveggenti «Quattro sassi» (associazione poi costretta a ridiscendere precipitosamente senza aver nemmeno spolverato un reperto), e l'altra, successiva, con su affisso il cartello «cercasi direttore scientifico». Che venne trovato. A Natale del 2017.



Per essere di lì a poco dichiarato incompatibile in quanto pensionato e quindi escluso in virtù della legge Madia: non poteva ricevere compenso alcuno (regola in vigore anche prima dell'indizione del bando: ma il Comune ignorava). Defenestrato Eugenio Moscetti – di lui si parla –, sul museo Lanciani di Montecelio calò una coltre di dimenticanza. Molte le pagine di calendario con il museo chiuso. Mesi e mesi segnati dall'incongruenza dell'atto iniziale.



Il successivo capitolo della vicenda si distingue per il colpo di fortuna a favore (e senza sorprese) di Zaccaria Mari. E' lui ad assumere l'incarico di direttore scientifico del museo Lanciani. In virtù del fatto che appartenendo le opere alla Soprintendenza altri non hanno titolo. Una regola (scritta? non scritta?). Per quanto singolare. Un po' da re Artù. Che comunque non venne rappresentata a tempo debito per eccepire sulla bontà della procedura – "cercasi direttore" – innescata dal Comune di Guidonia Montecelio. 
La confusione di cui al primo rigo, sembra comunque non aver modificato in meglio le pagine seguenti del «Museo Lanciani story».



Perché alla data corrente il binario della gestione è diventato «trinario»: a un’associazione – la Una Quantum inc – i servizi (l'antico affidamento ai «Quattro sassi»); a sovrintendere, Ilaria Morini, in quanto direttore scientifico. Con Zaccaria Mari, in quanto... direttore scientifico. Che platealmente contesta la nomina dell'altra: «non è una archeologa» la motivazione (ma il sindaco non dovrebbe imporre di non «lavare i panni sporchi in piazza?). Come finirà la contesa è da mago Otelma. Viceversa, la permanenza del «Lanciani» fuori dall'Omr (l'Organizzazione museale regionale), dipende dall'osservanza di una serie di regolette. Intanto, il circuito: nel quale «per essere accreditati i musei devono rispondere a una serie di standard di qualità».

Che intendono orario di apertura, modalità espositive, sistemi di sicurezza (telecamere incluse) ma principalmente i criteri stabiliti dall'articolo 7 del regolamento dei musei nel territorio del Lazio: «Il direttore scientifico è il custode e l’interprete dell’identità e della missione del museo, nel rispetto della normativa vigente, nazionale e regionale. Il direttore deve possedere adeguato titolo di studio (laurea vecchio ordinamento o laurea specialistica nuovo ordinamento), in settori disciplinari attinenti alla tipologia prevalente del museo ed un curriculum attestante esperienza maturata nel settore museale».

«Titolo di studio in settori disciplinari attinenti alla tipologia prevalente del museo»; «Curriculum attestante esperienza maturata nel settore museale». Il che sta a dire che il dilemma si restringe alle modalità alle quali si è fatto ricorso per nominare la direttrice. Solo quelle definiscono il confronto. Dall'ente regionale si può anche rimanere fuori, senza dubbio. A condizione di rinunciare ai contributi che l'Omr distribuisce ai musei a sostegno delle attività.



«La Regione sostiene i musei  (...). Negli ultimi anni sono stati assegnati contributi attraverso avvisi pubblici destinati a finanziare le attività progettate dalle reti di musei». Altra opportunità, il «distretto turismo», l'associazione regionale nata a metà dicembre 2017 e «benedetta» da Nicola Zingaretti. Ai Comuni promotori – Tivoli-Subiaco-Palestrina –, si stanno aggiungendo altri ingressi. Vedremo se le città «cugine» avranno un occhio di riguardo per Guidonia e/o Montecelio.