Il museo del volo al «Barbieri» riporta d'attualità il distretto dell'aerospazio

Michel Barbet, il sindaco di Guidonia Montecelio annuncia il benestare dell'Aeronautica militare al recupero dell'area della storica «Direzione superiore studi ed esperienze», precorritrice di Cape Canaveral

Manifestazione al «Barbieri» per la festa di fondazione di Guidonia Montecelio (archivio hinterland)

Manifestazione al «Barbieri» per la festa di fondazione di Guidonia Montecelio (archivio hinterland)

Tommaso Verga 13 luglio 2018

di Tommaso Verga


La puntata decisiva, preludio al «tutti vissero felici e contenti». Perché su questo tema non c’è mai stata divisione (a parte i postfascisti che hanno considerato Guidonia – sottraendo Montecelio già nella definizione – così come l’aeroporto, una sorta di proprietà privata: la testa voltata all’indietro come tracciato e guida). Ora si direbbe terminato il lungo limbo che ha accompagnato la pluridecennale richiesta di riportare all’ordine del giorno la riqualificazione dell’impianto di volo e la valorizzazione della direzione del centro studi ed esperienze trasferito da Roma nel 1935.
Un comunicato del Comune a firma del sindaco Michel Barbet, ha infatti annunciato un incontro – oggetto: recupero dei reperti storici dell’aeroporto di Guidonia –, terminato con il benestare di Enzo Verricelli, generale di squadra aerea e capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, presenti il generale Giandomenico Taricco, capo del quarto reggimento logistico, il deputato Sebastiano Cubeddu e l’ingegnere Tullio Cardia. «Si va verso la valorizzazione internazionale del nostro patrimonio storico-culturale – ha detto Barbet –. Un grande passo in avanti verso il recupero della storica Dsse (Direzione superiore studi ed esperienze, ndr) all’interno dell’aeroporto “Alfredo Barbieri”».



In termini operativi, si pone ora la priorità su come recuperare e mettere in sicurezza le aree al confine-nord dell’aeroporto, in direzione di Montecelio, «liberate» dallo Stato una trentina di anni fa (se la memoria non inganna…) e restituite al Comune di Guidonia, mai utilizzate né protette, il che ne ha certamente appesantito le condizioni.


A cinquant'anni, il «gemellaggio» con Cape Canaveral


Avanzando sul terreno delle ipotesi, Michel Barbet punta all’alleanza con il Mibac (oggi si scrive così: il «governo del cambiamento» ha eliso la “t” – non un omaggio a Dante), allo scopo di «concretizzare entro breve tempo la volontà degli enti coinvolti di salvaguardare l’area teatro delle pionieristiche ricerche aeronautiche e spaziali di Guidonia, attraverso una piena fruibilità con la realizzazione di un museo internazionale che evidenzi il grande contributo dell’Aeroporto Barbieri alla tecnologia e alla cultura del volo in tutto il mondo».
Nella interminabile storia dell’aeroporto-diventi-museo – tra i primi sollecitatori la testata hinterland (nulla a che vedere con l'imitazione regalata nei bar) – il maggiore ostacolo venne dal fatto che un museo del volo esiste-va già, a Vigna di Valle, un oggettivo intralcio, un «doppione». Condizione che si direbbe oggi sbloccata.


Da ricordare ancora che nel cinquantenario della fondazione di Guidonia Montecelio, proprio l'equipe di hinterland dette vita a una pubblicazione ricca di foto esclusive con le riproduzioni delle prime pagine di giornali dell’epoca (compreso il Times) annuncianti la nascita della città. L’opera, bilingue, celebrava inoltre il gemellaggio con Cape Canaveral. Altri tempi.


La «vocazione» a sostegno dello sviluppo di Guidonia


Ancora il sindaco Barbet: «Abbiamo avuto piena disponibilità da parte del capo dello Stato maggiore di integrare i progetti di sviluppo della città di Guidonia Montecelio con quelli di recupero storico dell’area. Si prospetta una grande potenzialità scientifica e turistica della nostra città capace di accrescere il suo già enorme patrimonio culturale».


La possibile conclusione propone la ribalta per la soluzione di un secondo problema, il decentramento universitario, che il museo, per sua natura, chiaramente rafforzerebbe. Sarebbe opportuno rimettere nuovamente mano alla questione, non dimenticando che Guidonia Montecelio è la (trascuratissima e dimenticata) «capitale» del distretto regionale dell’aerospazio. A favore del quale la nuova opportunità potrebbe essere determinante.