Se «Tivoli chiama» Ranieri, Paolini (e Proietti) rispondono

Domenica inaugurazione con Elio Giordano e Teho Teardo a Villa Adriana. Altro palcoscenico nel Santuario di Ercole vincitore. C'è Gigi Proietti, però «clandestino». 180mila euro il costo dell'iniziativa

Germano e Teardo

Germano e Teardo

Tommaso Verga 6 luglio 2018

di Tommaso Verga


«Tivoli chiama». E gli interpellati rispondono. Tutti molto volentieri. Nessun equivoco. Il chiarimento, la spiegazione, da un assolutamente solitario Bastian contrario: «Ettecredo, co’ quei cachet!». Errore. Le cifre, al contrario, mostrano invece la vocazione al risparmio del sindaco Giuseppe Proietti e soprattutto di Urbano Barberini, il magna pars assessore alla Cultura. Sostenuta da Siae, Mibact, Artisti 7607 e Atcl (Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio), l’iniziativa è finanziata dal Comune di Tivoli: 180mila euro quest’anno contro i 200mila del 2017.
Si apre domenica sera a Villa Adriana – costo del biglietto d'ingresso alla Villa – con Elio Giordano e Teho Teardo nel Viaggio al termine della notte di Céline, «uno spettacolo in forma di concerto» lo qualifica Teardo, indubbiamente l’appuntamento più significativo del cartellone, in ideale competizione con Tecno Filò di Marco Paolini, il 1° agosto. 15 euro la prevendita nel Santuario di Ercole Vincitore.
«Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social. Non conosco la meccanica quantistica, né le neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei simili – dice di sé l’artista bellunese –. Provo a riflettere a voce alta su questo mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti. Una volta, nelle veglie invernali si chiamavano filò le narrazioni degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso. Senza presunzione di riuscirci ritengo necessario provare a narrare il nostro tempo crisalide»: così le radici dell’opera (della quale è anche autore), illustrate da Paolini.
La parte musicale del festival prevede più di un incontro. Il 13 luglio Massimo Ranieri in Malia napoletana – 23 euro la prevendita, 35mila euro il compenso del cantante –, accompagnato dal quintetto capitanato da Enrico Rava con Marco Guidolotti, Sebi Burgio, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoii. Il 20 luglio a Syria il compito di rievocare Gabriella Ferri. Nelle interviste di questi anni, Syria ha spesso parlato di un sogno nel cassetto, riportare in teatro la storia di Gabriella Ferri, grande interprete della musica italiana, da sempre tra i punti di riferimento dell’artista romana. Ora il sogno diventa finalmente realtà. Perché non canti più, il titolo dello spettacolo, 10 euro il biglietto.
Il 28 luglio esibizione di Enrico Capuano in piazza Rivarola, seguito, il 4 agosto, da Demo Morselli in piazza Garibaldi. Entrambi gratuiti per gli spettatori.


Il 31 luglio, il consueto saluto a Franca Valeri a Villa d'Este, che ospiterà poi nella Sala del Trono (fino a esaurimento della capienza) Vladimir Luxuria (?) l'11 luglio, e l'one man show Gigi Proietti il 12, annunciato in forma sorprendentemente nonché sostanzialmente clandestina. Ignoto il motivo. Nell'«Incontro» (così l'annuncio) si deve supporre che il poliedrico entertainer ricorrerà a spunti di Cavalli di battaglia, replicato di recente su RaiUno e rappresentato il 20 il 23 giugno nella cavea dell'auditorium Parco della musica.
Lo spettacolo si è rivelato un’occasione straordinaria per ripercorrere il repertorio dell’artista romano: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, umano, multiculturale. All'auditorium – oltre alle figlie Susanna e Carlotta –, Proietti era accomagnato da un’orchestra di 25 elementi diretti da Mario Vicari, da un corpo di ballo, e dagli attori Marco Simeoli e Claudio Pallottini. Enjoy!