Ci fate aspettare troppo: aggrediti personale e vigilante del pronto soccorso di Tivoli

In «codice verde», la coppia denunciata per interruzione di pubblico servizio (la situazione ha impedito al reparto di proseguire il lavoro), oltraggio e minacce. La solidarietà di Quintavalle, Barbet e D'Amato

Il pronto soccorso del «San Giovanni Evangelista» di Tivoli

Il pronto soccorso del «San Giovanni Evangelista» di Tivoli

Tommaso Verga 14 maggio 2018

di Tommaso Verga


«Stiamo aspettando da troppo tempo»: dopo le minacce è partita l’aggressione contro infermieri, medici e un vigilante. Il fatto è accaduto nella notte tra domenica e lunedì, al «San Giovanni Evangelista» di Tivoli. Protagonisti un 49enne che accompagnava una donna, romana, di 42 anni, al pronto soccorso in «triage verde», per cure mediche. L’intervento dei carabinieri della stazione di Tivoli ha evitato che la situazione degenerasse. I due sono stati denunciati con l’accusa di interruzione di pubblico servizio (la situazione ha impedito al reparto di proseguire nel lavoro), oltraggio e minacce.
Una dura condanna per l’accaduto e piena solidarietà ai lavoratori è stata espressa da Giuseppe Quintavalle, commissario part-time della Rm5 (la Asl non ha un direttore generale: ignote le ragioni). Stessi motivazioni e toni espressi da Michel Barbet, il sindaco di Guidonia Montecelio.
Una nota è stata diffusa anche da Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio (che aveva guidato il settore dalla cosiddetta «cabina di regia» nel quinquennio precedente le elezioni del 4 marzo ). A suo dire, il «fenomeno come quello delle aggressioni al personale sanitario è in preoccupante aumento». Dopo aver espresso una ferma condanna nei confronti della «vile aggressione consumata ai danni del personale sanitario in servizio presso il pronto soccorso dell'ospedale di Tivoli», D’Amato ha riportato che il 22 maggio - insieme al presidente dell'Ordine dei medici di Roma - incontrerà in proposito il prefetto di Roma.
Tutto corretto. Attestazioni che però rischiano di essere utilizzate come pretesto per offuscare la realtà del «pronto soccorso» dell’ospedale di Tivoli, a ridurre l'attestato di inadeguatezza. Quello del «San Giovanni Evangelista» è un Dea di primo livello. Sul biglietto da visita. Nel quotidiano, da un camerone con le barelle sostitute dei letti, da due stanzette per le visite, dagli infermieri utilizzati come «badanti». E da una ormai antica esposizione di promesse non mantenute. E’ ora di passare dagli episodi – non infrequenti – di cronaca a volte anche «nera» alla narrazione di un’altra struttura. Che fa notizia per i pregi e le qualità.