Zingaretti inaugura a Fonte Nuova la «casa per i padri separati»

La democrat Michela Califano, firmataria della legge del 2018: «Uno tra gli interventi di sostegno economico e abitativo nei confronti del coniuge più 'debole' per contrastare situazioni di disagio: questione di dignità e di civiltà»

Una villa della criminalità organizzata diventa abitazione per i padri separati

Una villa della criminalità organizzata diventa abitazione per i padri separati

Redazione 5 giugno 2019
Inaugurata stamattina nella «giovane» cittadina di Fonte Nuova, provincia a est di Roma, la 'casa dei padri separati', una villa confiscata alla mafia, dalla Regione Lazio attraverso un bando affidata alla cooperativa 'La lanterna di Diogene', con sede nella limitrofa città di Mentana. L'edificio ospiterà papà in difficoltà economica. E' quanto comunica la consigliera regionale del Lazio, Michela Califano, del Pd.
«Si tratta di un primo passo previsto della legge che ho presentato a sostegno dei coniugi separati o divorziati, la 64 del 2018 – aggiunge la consigliera regionale –. Un progetto basato su 3 punti essenziali: l'istituzione di centri di assistenza e di mediazione familiare in cui vengono svolte attività di consulenza psicologica e legale e superare così i conflitti familiari, soprattutto sulle modalità di realizzazione dell'affidamento congiunto. E ancora interventi di sostegno economico e abitativo nei confronti del coniuge più 'debole' per contrastare situazioni di disagio. Una questione di dignità e di civiltà».
Nel Lazio, i dati parlano di 8 separazioni e 4 divorzi ogni 1.000 unioni. E la tendenza risulta in forte aumento. Il progetto della giunta Zingaretti punta ad aiutare i genitori che vivono per strada, che condividono stanze con studenti universitari, persino costretti spesso a rivolgersi alle mense della Caritas per far fronte all’oneroso sostentamento della famiglia. Stando alle statistiche, in più del 90 per cento dei casi il padre è tenuto a versare un assegno di mantenimento per i figli (pari in media a 400 euro al mese) e, nel 70% delle volte, la casa di abitazione viene assegnata alla ex moglie, proprio in quanto affidataria dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap.
Per fare un esempio, un uomo che guadagna 1.400 euro al mese può arrivare a pagarne da 400 a 700 in base al numero dei figli. Poi deve aggiungere tutte le spese per il vitto e l’alloggio. Spesso chi non ha una famiglia alle spalle rischia di vivere in auto..
Numeri dai quali si comprencde che l'orientamento dei giudici è quello di fissare in un terzo dello stipendio l’assegno mensile che il padre deve versare per il mantenimento dei figli: «Va considerato – dice ancora la consigliera dem – che oltre la metà degli uomini separati o divorziati, con figli minori, percepisce stipendi medi, il che si traduce in un 'rischio povertà' non solo per le donne, ma anche per gli uomini che si trovano in questa condizione». (t.ve.)