Gli appartamenti di Guidonia della 'mala' sotto sequestro li acquisterà la polizia

In fitto agli agenti una parte degli immobili delle organizzazioni criminali inutilizzabili per misure restrittive. Unica città interessata dal bando. La presenza dello Stato: una tenenza con 24 carabinieri per centomila abitanti

Agenti della polizia di Stato

Agenti della polizia di Stato

Tommaso Verga 27 luglio 2018

di Tommaso Verga


Al termine della procedura, arriverà a Guidonia Montecelio una cifra per il momento imprecisata di abitanti-poliziotti. Leggere, prive di malizia le domande riguardanti dislocazione e quantità: quanti saranno? quali costruzioni? dove? Di segno più calzante la meno futile: «perché a Guidonia?».
Scarsi i dettagli. Sulla «circolare» interna del 22 giugno della direzione centrale per gli affari generali della polizia di Stato, si legge soltanto il nome della città. E la prescrizione: gli immobili debbono risultare «sottoposti a sequestro preventivo». Causale: la ricerca della polizia di Stato è motivata da «fini alloggiativi».
Solo a Guidonia Montecelio. La ragione? In astratto, si potrebbe pensare all’opportunità assicurata dalla vicinanza con Roma (potrebbe essere, però non è un’esclusiva della città dell’aria). Mentre chiarisce, fa da guida, quel «sottoposti a sequestro preventivo». Quindi non per virtù, semmai l’opposto. A spiegazione del fatto che a Guidonia Montecelio i patrimoni provenienti da attività delittuose, beni sottoposti a misure restrittive, sono ragguardevoli. Gli immobili in particolare. Un passo in avanti e si entra nell’ambito dell’incisività delle azioni repressive del trascorso triennio.
Aldilà degli «addetti ai lavori», l’elenco illumina uno spaccato della criminalità organizzata misconosciuto ai più, qualsivoglia l’appartenenza: ‘ndrangheta, mafia, sino ai giorni nostri segnati dall’«operazione Babylon» a mezzadria tra la camorra e la pugliese sacra corona unita (200 appartamenti a Guidonia-Pichini; 7,5 milioni di beni confiscati aumentati di 6,5 l'altroieri); la «Saggio compagno»; le 152 unità immobiliari (fabbricati e terreni) del clan Mallardo – «operazione Domus Aurea» – distribuite nelle province di Roma, Napoli e Caserta; la «Ragnatela-Mafia bianca» strettamente guidoniana (dalla procura di Tivoli la confisca di beni per 900mila euro); volendo, si possono aggiungere gli effetti della repressione dell’evasione fiscale (un mese fa: 400mila euro requisiti a un costruttore di Guidonia Montecelio con il patrimonio esteso a Latina).
Più aderente a una puntigliosa illustrazione, l’inventario dei soggetti. Compresi gli appartenenti al clan Mallardo, tra il 2015 e l’anno passato, le operazioni coordinate dalla Dda (la direzione distrettuale antimafia), interessanti tutta la provincia a est della capitale – epicentro Tivoli-Guidonia –, hanno positivamente contrastato gli «scissionisti» Amato-Pagano, i clan Strangio, Molè, Mollica, Nirta-Romeo-Giorgi di San Luca; fino al recente arresto, in ordine di tempo, di Salvatore Rinzivillo con la decapitazione della famiglia che puntava a ricomporre il vertice della nuova Cosa nostra siciliana. Operativa a Roma e a Guidonia-mercati generali la «costola» di supporto locale.
La seconda elencazione offre un quadro del «movimento» – anch’esso parziale: non tutto, confische e sequestri inclusi, è stato ovviamente reso pubblico – che ha interessato una zona scelta dal crimine per le opportunità offerte dalla «clandestinità residenziale». L'est capitolino ha costituito la piattaforma di una strategia a sostegno dell’estorsione, dei soldi a strozzo, delle «lavanderie» per il riciclaggio, ma soprattutto dei depositi di droga indispensabili per alimentare il mercato capitolino, i rifornimenti non soltanto per lo spaccio al minuto, da San Basilio a Torbella sino (almeno) alla Borghesiana.


Quanto agli immobili, al momento, la direzione centrale per gli affari generali della polizia di Stato sta raccogliendo «le preliminari ed informali manifestazioni di interesse» avendo già messo in conto la stipula di un contratto-quadro con gli amministratori giudiziari dei patrimoni sequestrati. L’esecuzione avverrà mediante un bando pubblico.
Quindi, tra qualche tempo, Guidonia Montecelio dovrebbe annotare il transito di poliziotti nelle vesti di abitanti. Come che sia, sarà un bel vedere. Quantomeno per il potere dissuasivo che gli uomini in divisa potranno esercitare in aggiunta ai 24 carabinieri effettivi di stanza della tenenza cittadina. Sola presenza dello Stato nella policentrica città prossima ai centomila abitanti.