Gli «angoli da illuminare» dell'appalto di 30 milioni per le strade di Guidonia

Un bando contenente una «clausola di salvaguardia»: per i cinque anni successivi dovrete provvedere a vostre spese alla manutenzione straordinaria. Per la mancata osservanza penalità del 5 per cento

L'impianto della «Edil Moter» per la produzione di conglomerato bituminoso a Civitavecchia

L'impianto della «Edil Moter» per la produzione di conglomerato bituminoso a Civitavecchia

Tommaso Verga 3 giugno 2018

di Tommaso Verga

«Bene l’appalto del sindaco Barbet per il rifacimento delle strade di Guidonia. Ma possibile che nessuno conosca o sappia dire come si è concluso il precedente». Sarebbe a dire? «Che a mio parere è necessario verificare se le modalità dell’ultimo, risalente al 2006, sono state completamente assolte». Allora si torna a quell’anno. Il 4 ottobre l’amministrazione diretta da Filippo Lippiello delibera un appalto onnicomprensivo, una sorta di global service ante litteram destinato al rifacimento, di tutta (quasi tutta) la viabilità cittadina: «Manutenzione ordinaria e straordinaria strade comunali» oggetto del bando di gara.



I VINCITORI DEI TRE LOTTI. L’appalto è suddiviso in tre lotti. La Botte, Setteville e Marco Simone-Setteville Nord sono racchiuse nel terzo – 5milioni e rotti – assegnato alla «ditta Petrucci Domenico»; gli altri, il primo (Guidonia, Collefiorito, Montecelio) e il secondo (Colleverde, Villalba, Bivio, Albuccione e Castel Arcione) alla «Edilmoter» associata con la «Satema».
 Tra mene burocratiche, «progetto esecutivo» e «progetto definitivo» la delibera del 4 ottobre 2006 s’è tramutata in «inizio lavori» l’11 agosto 2008. E in assegnazione il 13 aprile 2010. Il motivo di tanto ritardo viene spiegato così: «Per garantire le migliori modalità di intervento, in base alla condizione reale delle strade, il progetto esecutivo (degli ingegneri Tullio Ludovici, Tonino Di Leo e Marino Rossi, ndr) è stato redatto sulla base di un dettagliato rilievo plano-altimetrico». Che «ha evidenziato un diverso stato di degrado delle pavimentazioni stradali, dei marciapiedi, degli impianti e della segnaletica orizzontale e verticale». 
Condizioni che, par di capire, hanno imposto la realizzazione di un piano ad hoc per quasi ogni strada: non solo rifacimento della pavimentazione o nuovi marciapiedi ma, si legge, «sistemazione degli esistenti, nuovi collettori fognari per lo smaltimento delle acque reflue, messa in quota di chiusini e griglie, pulizia di pozzetti e caditoie esistenti, spostamento di pali d’illuminazione pubblica, rifacimento segnaletica e decespugliamento». 



TRATTENUTA DEL 5% DELL'IMPORTO. La spesa complessiva per l’opera si attesta a 30 milioni di euro (compresi Iva e oneri per la sicurezza). La «trattativa» con la Cassa depositi e prestiti ha il nome dell’assessore al Bilancio dell’epoca, Sabatino Leonetti. Un appalto-monstre come si vede, pubblicato dalla Gazzetta ufficiale del 7 luglio 2008, che nel riportare l’integrale testo della delibera comprende una apparentemente anodina clausola: «offerta durata del periodo di manutenzione ordinaria e straordinaria espressa in mesi». Che significa?
Traduzione: terminato il rifacimento, di quella/quelle strada/strade in permanenza vanno controllate le condizioni per un determinato periodo, quando necessario (buche, voragini, allagamenti, radici che deteriorano l’asfalto, impicci simili o analoghi) l’appaltatore deve intervenire a proprie spese. Ma c’è altro: se si ignora o trascura la manutenzione – si legge ancora sulla Gazzetta ufficiale – «la trattenuta del 5% dell'importo degli stati di avanzamento lavori» non verrà restituita. Nella formula dell’appalto ci si pre-munisce, c’è la garanzia per la manutenzione straordinaria.



L'ELOGIO A GUIDONIA DEL SOLE-24 ORE. Ma quanto sarebbe dovuto durare l’impegno, quanti mesi? «60, cinque anni dal termine dell’opera-madre – risponde Filippo Silvi, assessore ai Lavori pubblici dell'epoca –. Per contenuti e modalità, di quell’appalto voglio ricordare l’elogio del Sole-24ore che annoverò Guidonia Montecelio come un esempio virtuoso per gli altri Comuni». E poi? «Non so che dirti. Noi l’esecuzione di quei lavori non l’abbiamo mai gestita né controllata, come sai l’amministrazione Lippiello non portò a termine il mandato. Chiedi a Rubeis». 



Eletto sindaco nel 2010, neanche l’architetto di Borgorose ha concluso a scadenza naturale la permanenza a Palazzo Matteotti. La coalizione Fi-Udc-Fratelli d’Italia con lui al comando ha rinverdito le gesta della tangentopoli Psi-Pci-(Dc) di Giovambattista Lombardozzi-Domenico De Vincenzi di vent’anni prima, entrambe schiantatesi contro il portone d’una procura della Repubblica; nel caso più prossimo quella di Tivoli.
Si ignora se la storia del malaffare cittadino abbia inciso sull’appalto, a intuito meglio non pensare – in assenza di irrintracciabili documenti – che un «capitolo due» potrebbe godere di cittadinanza ai giorni nostri. Il che non esclude la constatazione: inutile cercare, non si trova una qualsiasi data di fine-lavori. Per ognuno dei tre lotti. Consideriamone l'importanza, determinante per l’entrata in vigore della «clausola manutenzione».
LA FATTURA «EDIL MOTER» DI FINE LAVORI: 23 APRILE 2013. Soccorre in parte la determinazione n. 36, del 26 gennaio 2011. Che per via Maremmana, a Villanova, applica una «variante» per «maggiori lavori» – è scritto esattamente così; oltretutto l’elenco parziale risulta integralmente fissato nell’appalto generale –. Ne beneficia l’«Impresa Petrucci Emanuele» (c'entra qualcosa con l'indirizzo dell’anno prima intestato a «Petrucci Domenico»?). Quel che importa ai fini della narrazione, è la deduzione che l’obbligo della manutenzione straordinaria sia cessato nel 2016, max 2017.
Più intrigante la scansione temporale se si prende in esame l’accoppiata «Edilmoter-Satema» – impersonata da Mauro Ceci-Bartolomeo Terranova –. Alla quale, come detto, sono assegnate due sezioni dell’appalto. Qui si illustra il lotto II, del valore di 2 milioni 586.898,21. Attraverso la fattura 77/13 dalle due imprese viene chiesto al Comune il compenso relativo allo stato finale dei lavori. E’ il 23 aprile 2013. O le attività sono cessate in corrispondenza di quella data o si è pazientato sino al via libera, al «ci sono i soldi».
Quel che ne consegue è assolutamente inevitabile: a fronte, quando è cessato l’obbligo della manutenzione straordinaria per i quartieri di Castell’Arcione, Bivio, Albuccione, Villalba, Colleverde? (e per gli altri lotti, come vien da sé?).



LA MANUTENZIONE POTEVA ARRIVARE AL 2018? «Come vedi, potrei arguire addirittura nel 2018. Ma evito di avventurarmi in zone soggette a elucubrazioni astratte o foriere di controversie variamente classificabili, preferisco “appoggiarmi” alle carte: assessore Colazza, cosa può dire di quell’appalto? può smentire l’ipotesi che i danni subiti dai cittadini a causa della viabilità si potevano evitare?».



Post scriptum: «Edilmoter-Satema» sono entrambe strettamente collegate all’ex sindaco Eligio Rubeis (come non può continuare a fingere di ignorare il «partito degli scafati» di Guidonia, tanto da continuare a incitare il morto: ‘prendi per le gambe il vivo e trascinalo con te nella tomba’ l'obiettivo. Al quale appaiono sottomessi la rassegnazione degli uni e l’abbocco alle melodie delle sirene (?) populiste-qualunquiste degli altri). Non finisce qui, con il secondo capitolo della storia si vedrà.