I medicinali? Tranquilli, sono in farmacia, a 100 chilometri da qui

A fine mese chiude il servizio territoriale interno alla casa della salute di Palombara Sabina. Motivo: una farmacista va in pensione. Gli 800 utenti dell'intero distretto di Guidonia dovranno recarsi a Colleferro

La sede del distretto sanitario di Guidonia Montecelio

La sede del distretto sanitario di Guidonia Montecelio

Tommaso Verga 9 marzo 2018

A valutarla in modo sommario, non se ne comprende l’effettiva necessità. Un approfondimento anche di superficie, qualche domanda non “approfondita”, rivela invece la portata delle prestazioni, l’importanza che spesso coincide con l’indispensabilità. Questioni che in teoria non vengono negate, è il contrario, tanto che soffermandosi sulla lettura degli scopi, si apprende che si tratta del “complesso di attività volte a garantire la corretta gestione ed erogazione del farmaco in ambito territoriale, secondo le disposizioni di leggi nazionali e regionali”. 


Erogazione assegnata al Servizio farmaceutico territoriale, inserito nei distretti territoriali delle Asl. Compresa la Roma 5. In sostanza, negli ospedali: Colleferro, Palombara Sabina e Tivoli; parzialmente, anche Palestrina e Subiaco.


Dal 1° aprile non sarà più così, uno “sportello”, quello di Palombara Sabina, verrà chiuso. Motivo? Una farmacista  ha sommato il punteggio che dà diritto all’assenza permanente. Colpevole quindi di andare in pensione. Sostituirla? Il blocco delle assunzioni lo vieta. Cosicché, si ricorre alla soluzione più semplice e agevole: si chiude la farmacia. Situata sinora presso quel complesso di mutevole identificazione a Palombara Sabina (cos’è: un ospedale? una casa della salute? altro?).


Tra due settimane, la sede sarà Colleferro. Che non sarebbe un problema se, unitamente alla farmacia, a trasferirsi al “Parodi Delfino” non fosse costretta tutta l’utenza dell’intero distretto di Guidonia Montecelio. Effetto-sede: bene che vada, 100-120 chilometri di autostrada a seconda dello start. Non è tutto qui.


Due, almeno, le “categorie” che utilizzano organicamente una farmacia territoriale ospedaliera: le persone che necessitano di medicine relative a patologie particolari e le strutture come le Rsa (residenze sanitarie assistenziali). Per questi motivi il servizio si svolge sia in forma diretta – chi ha necessità d’un particolare farmaco si rivolge alla farmacia della Asl –, sia indiretta, tramite la "Traser", una società di outsourcing che immagazzina e rifornisce farmacie private e organizzazioni sanitarie o parasanitarie.


Per questa parte la difficoltà appare sopportabile, tutto si condensa in un aumento dei corrispettivi del servizio già esistente, tanto che sono stati appositamente rivisti i termini economici dell’affidamento della Asl al vincitore dell’appalto. Forse un milione e mezzo annuo in più.


Non si può dire lo stesso per l’utente-individuo del distretto sanitario di Guidonia Montecelio. In termini numerici, degli 800 attuali “clienti” di Palombara Sabina, circa 400 persone. Per le quali nessuno ha “messo in conto” l’aumento delle sofferenze, quasi che l’essere ammalati, per di più con particolarità non semplici né ordinarie, sia problema estraneo alla sanità pubblica e ai suoi amministratori.


Per farsi un’idea delle funzioni d’una farmacia territoriale è sufficiente ricorrere alle tabelle disponibili sui siti internet di qualsiasi Asl. In termini “pratici”, l’ente eroga medicinali a utenti affetti da diabete mellito; insufficienza renale cronica; insufficienza renale cronica in trattamento dialitico; broncopneumopatia cronica ostruttiva.


Ed anche alimenti speciali per il trattamento delle malattie congenite dismetaboliche come la celiachia; l’erogazione di dietoterapici e materiale per la nutrizione artificiale domiciliare; specialità medicinali (anche di fascia H e C), preparati galenici, dispositivi medici e  prodotti dietoterapici ad utenti affetti da fibrosi cistica.


Ancora, talassemia; portatori di catetere venoso centrale; specialità medicinali e  prodotti dietoterapici ad affetti da malattie rare. Ma si potrebbe continuare.


Un elenco lungo, che evidenzia la condizione delle persone obbligate a usare il servizio. Che non possono rivolgersi alla normale procedura con terminale la farmacia di vicinato. Persone che da fine mese dovranno ricorrere a Colleferro. Ulteriori sacrifici e sofferenze. In aggiunta ai costi.


L’ennesima stortura si deve constatare. Sullo sfondo, il tratto del pennello d’un folle che ha messo insieme gli avanzi dei perimetri stabiliti in precedenza, chiamandoli Rm 26, Rm G, ora Rm 5, l’assurdità d’un ente che si direbbe voluto per respingere chi ha bisogno di cure e assistenza. E dire che sono i privati a lamentarsi.


 


Precisazione dalla Asl Roma 5


In riscontro all’articolo pubblicato il 9 marzo 2018 on-line sul sito Hinterland.globalist.it “I medicinali? Tranquilli sono in farmacia a 100 chilometri da qui”, niente paura!", la Asl Roma 5 precisa che:
"Il farmacista che a partire dal primo aprile andrà in pensione non si è mai occupato di erogazione territoriale di farmaci, ma di attività ispettive sulle farmacie. Per quanto riguarda i pazienti ed il profilo assistenziale tutto continuerà in modo immutato. Nella struttura di Palombara continuerà infatti, ad essere operativa la farmacista da sempre dedicata a tale attività.
Si coglie l’occasione per portare all’attenzione dei lettori, che a partire dal primo aprile la ASL implementerà il servizio di consegna domiciliare dei farmaci. Tale servizio rappresenta un’opportunità per il miglioramento dell’assistenza, non costringendo i pazienti a “spostamenti” per accedere ai farmaci in modo diretto. Spostamenti, talvolta, assai onerosi data la conformazione orografica della ASL.
Tale progetto, volto all’ umanizzazione dell’assistenza, non determinerà la chiusura dei poli farmaceutici aziendali, che al contrario rimarranno operativi per la raccolta dei piani terapeutici e l’eventuale consegna, in forma diretta dei farmaci, ai pazienti che desiderino un contatto con la struttura.
Ultima e doverosa precisazione è quella che riguarda l’aspetto economico, nessun aggravio di spesa, la gara della Logistica è stata aggiudicata ad un costo sovrapponibile a quello pagato in passato dalla ASL per l’acquisizione dei servizi in questione".