Albuccione, raid punitivo contro i rom: arrestati due fratelli di Tivoli

Le accuse: violazione di domicilio, lesioni e tentata estorsione. E «l'eventuale contenuto discriminatorio per le frasi pronunciate». Secondo Marietta Tidei, Pd, «una pagina buia e desolante per la convivenza civile e democratica»

L'intervento della polizia di Stato

L'intervento della polizia di Stato

Redazione 18 luglio 2019
Fatto scatenante: la collera che cova da giorni causata da furti ripetuti (comprovati quelli nella scuola, benché ignoti gli autori); ma anche (oppure) dicono i residenti, da pericolose manovre di auto guidate da giovani del campo rom di Albuccione, il quartiere di Guidonia Montecelio sulla via Tiburtina, in provincia di Roma. Di qui lo «stato di agitazione» che ha preso corpo nel pomeriggio di ieri.
L'allarme ha provocato la sonora ma pacifica manifestazione di qualche decina di abitanti, anche se non sono mancate «suggestioni» razziste, collegamenti con le attuali parole d'ordine della Lega di Matteo Salvini («fate sto censimento e cacciamoli via»), qualche eccesso verbale, in particolare delle donne. Decisamente inammissibili i commenti relativi alla bambina rom travolta da un'auto sulla Tiburtina (scarsi in verità) e trasportata in eliambulanza al «Gemelli»: «Tanto non è morta».
In un caso, la protesta è sfociata in un raid punitivo messo in atto da due fratelli di 30 e 38 anni, residenti a Tivoli, contro una famiglia rom. Dopo aver ricostruito l'accaduto, i carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno eseguito l'arresto di entrambi su indicazione della procura della Repubblica.
I due, hanno ricostruito i militi dell'Arma, «dopo aver preso parte alla manifestazione di protesta contro la presenza del campo nomadi, lamentando di aver subito un furto nel loro box auto si allontanavano dall'assembramento al fine di condurre un raid punitivo nei confronti di una famiglia di nomadi, estranea agli accadimenti e residente presso il complesso popolare dell'Albuccione, in piazza Aldo Moro.
«Nella circostanza – la sequenza –, i due sono entrati in casa, hanno preteso dai componenti della famiglia di nomadi il pagamento della somma di 200 euro quale risarcimento del danno derivante dall'asserito furto avvenuto all'interno del loro box auto. Poi, in quanto di etnia rom e ritenendoli dunque responsabili delle azioni commesse da altri 'zingari', al rifiuto di questi di pagare, hanno aggredito fisicamente un 21enne che si è rifugiato in casa. A quel punto i due fratelli hanno divelto il cancello della sua abitazione, ne violavano il domicilio, percuotendo anche la sorella».
A seguito della reazione delle vittime, i due fratelli venivano allontanati dall'abitazione infrangendo il vetro di una finestra. A seguito dell'aggressione subita, i nomadi riportavano lesioni giudicate guaribili in 3 giorni.
In attesa dell'udienza di convalida, come disposto dall'autorità giudiziaria, i due sono stati condotti presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari. Le accuse nei loro confronti: violazione di domicilio, lesioni e tentata estorsione. Non va escluso «l'eventuale contenuto discriminatorio per le frasi pronunciate».
«I disordini all'Albuccione, a Guidonia Montecelio, rappresentano una pagina buia e desolante per la convivenza civile e democratica – dichiara Marietta Tidei, Pd, consigliera regionale del Lazio Pd –. Mi auguro che si torni quanto prima a una situazione di normalità perché rappresaglie, intimidazioni e forme di giustizia fai da te sono inaccettabili e intollerabili.
«Il rispetto della legge e delle regole è il principio che deve guidare ogni forma di convivenza civile e proprio per questo motivo non si può pensare di bypassare le istituzioni, le forze dell'ordine e la giustizia, dando vita a aggressioni razziste e intrise di odio – ha proseguito la consigliera –. Confido nel fatto che l'intervento del sindaco e del prefetto possa ripristinare una condizione di normalità quanto prima».
Anche la Lega ha emesso una dichiarazione: niente di interessante.