Il tavolo di travertino, dalle cave della Tiburtina alla Regione Lazio

Lunedì si riuniscono sindaco, imprenditori, Cgil-Cisl-Uil e Unindustria. All'ordine del giorno, la soluzione della vertenza (e il «travertino dop»). Ed anche un milione di euro di sanzioni comminate dal Comune

La manifestazione ieri l'altro a piazza Matteotti, sotto il palazzo del Comune di Guidonia

La manifestazione ieri l'altro a piazza Matteotti, sotto il palazzo del Comune di Guidonia

Tommaso Verga 5 aprile 2018

di Tommaso Verga
Lunedì pomeriggio «carte in tavola», non sarà consentito il «buio» né il bluff. Data e orario hanno necessità d’una conferma, a differenza del «piatto», sul quale i partecipanti sono chiamati a puntare. L’incontro – che vedrà riuniti Unindustria, titolari delle cave e sindacati –, convocato da Michel Barbet, il sindaco 5stelle di Guidonia Montecelio, dovrebbe formulare una proposta unitaria da presentare poi alla Regione Lazio. 
Si parlerà anche delle “sanzioni”? Schiva la domanda Davide Russo, l’assessore-vicesindaco non si sbilancia, nonostante l’argomento rappresenti uno dei motivi dello scontro cave-municipio. Ammonta a oltre un milione di euro il contenzioso con i «travertinari». Una materia dall’impronta molto «guidoniana»: la dirigente dell’assessorato, azienda per azienda, ha elencato in bella copia le difformità riscontrate («ma a suo giudizio» obiettano gli interessati) e le relative penalità. 
E poi? E poi, anziché essere comunicato all’avente titolo, avviando così la procedura di riscossione da parte del Comune (oppure il ricorso contrario), ogni fascicolo è stato sotterrato in una sorta di discarica, una raccolta di rifiuti che ha segnato il destino finale di ogni atto burocratico sgradito o sgradevole. Al destinatario e al padrino politico di turno. Chissà se risponde al vero che in Comune sarebbe stato scovato una sorta di reparto apposito. Comunque, le contestazioni non sono mai state notificate e la dirigente ha perso il posto. Non per aver trascurato i suoi compiti ma per averli eseguiti. Fu così che l’architetta Paola Piseddu dall’ambiente finì al demanio.
Al «tavolo» verrebbero affidati più compiti. In particolare, trattandosi di travertino, ci si richiamerà al protocollo d’intesa sottoscritto dai sindaci di Tivoli e di Guidonia Montecelio il 19 gennaio, in cui all’articolo 5 già si fa cenno alle possibili convergenze, dalla difesa del prodotto originale attraverso la realizzazione di un «marchio» che caratterizzi le vocazioni dei due Comuni alla definizione di una «strada del travertino». 
Tutta la possibile intesa nelle intenzioni dei contraenti sarebbe trasferita a livello regionale. Chiedendo alla nuova giunta di prestare attenzione alle questioni nodali del «distretto», dall’aspetto produttivo – estrazione e trasformazione – alla formazione professionale, non sottovalutando le distorsioni derivanti da una concorrenza «extraterritoriale» che si fa forte della denominazione «travertino romano» per vendere pietra di minore pregio sui mercati mondiali. Si arriverà al «travertino dop»?