Da maggio viadotti chiusi: la Procura indaga sulle condizioni delle autostrade A24-A25

Il ministero: «Il decadimento è tale da non poter raggiungere standard di sicurezza adeguati». Strada dei parchi: «Il termine è scaduto ma non ci sono i decreti attuativi per sbloccare i fondi». Definanziati 192 milioni di euro

Il viadotto di Tornimparte al km 84 dell'autostrada A24 per L'Aquila

Il viadotto di Tornimparte al km 84 dell'autostrada A24 per L'Aquila

Tommaso Verga 23 ottobre 2018

di Tommaso Verga


Adeguare alle circostanze il traffico dei mezzi pesanti, verificare lo stato effettivo dei viadotti, soddisfare le papille gustative di parte tenendo alti i toni della scaramuccia politica... ci sta tutto. Quel che manca è la conferma a una domanda dalla quale non si può prescindere: A24-A25 corrono o meno il rischio della chiusura? Perché, quando si legge «verosimile l'ipotesi che al 1° maggio 2019 le autostrade non saranno in regola», il balletto delle responsabilità si attesta su un fatto preciso, per come sillabato, addirittura documentato.


Di qui l'intervento per salvare il salvabile. Quantificato prioritariamente in 192 milioni di euro. Che, par di capire, c'erano e non ci sono più. Cosicché le due autostrade si arrestano al casello d'una procura della Repubblica. Lunedì la diffida inviata al ministero delle Infrastrutture, ieri l'annuncio dell'esposto. Firmato: «Strada dei parchi spa». Oggetto, appunto, i 192 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza sismica dei viadotti delle A24 e A25. Il comunicato della società è chiarissimo, i toni da post-ultimatum: «Sarà la magistratura a verificare le responsabilità. Il termine della diffida è scaduto oggi, non ci sono i decreti attuativi per sbloccare i fondi. Nei prossimi giorni presenteremo un esposto in Procura sul quale i nostri avvocati stanno lavorando». 


A quanto risulta, i fondi erano stati inseriti dal governo nel 'decreto Genova', ma Giovanni Lolli, presidente vicario della Regione Abruzzo, ha riferito d'un emendamento predisposto per escludere l'Abruzzo e il Lazio dal dl salvando i fondi già assegnati dal Masterplan, che avrebbe dovuto anticipare le risorse per la messa in sicurezza anti sismica dei viadotti delle due arterie». Tutto accade nel silenzio di Danilo Toninelli, ministro della Repubblica.
«Lo standard di sicurezza è inadeguato»: ampiamente condiviso potrebbe essere assimilato a uno slogan per come campeggia su giornali e giornaloni. Toninelli lo ha detto al Senato durante un question time: «Il decadimento manutentivo riscontrato, associato all'incremento dei carichi di esercizio rispetto all'epoca di costruzione, è tale da non poter dimostrare il raggiungimento di adeguati standard di sicurezza con il regolare transito di circolazione» la dichiarazione.
Di qui i controlli. 87 sopralluoghi, di cui due con frane, dei 339 viadotti delle A24 e A25, effettuati tra il mese di settembre e ottobre anche con l'utilizzo di droni, si apprende dalla relazione di Placido Migliorino, capo dell'Ufficio ispettivo territoriale di Roma del Mit.
«Il sottoscritto – scrive Migliorino – non ha condiviso le conclusioni del concessionario secondo cui i viadotti possano ritenersi adeguatamente sicuri nei confronti delle azioni esterne e dei carichi permanenti. Al contrario, l'avanzato stato di degrado manutentivo riscontrato rendeva necessario un immediato intervento di ripristino e consolidamento delle strutture, oltre che un approfondimento di calcolo». «Parziali le metodiche dei controlli utilizzati da Sdp» la conclusione che ha mandato su tutte le furie Strada dei parchi.
La replica della quale non riluce per diplomazia: «I test sui viadotti A24-A25 sono stati realizzati sulla base delle nuove norme tecniche, Nt. 2018. I risultati sono stati inviati al ministero tra il 12 settembre e il 1° ottobre, confermando il mantenimento degli indici di sicurezza previsti – scrive il concessionario –. A questo punto sorge il sospetto che il ministero non solo non abbia tenuto conto delle analisi contenute nei progetti di adeguamento anti-sismico dei viadotti, progetti che hanno ottenuto il via libera del provveditorato Opere pubbliche competente, ma che neppure li abbia consultati».
Ad ogni modo, «Strada dei parchi ha esteso le limitazioni di traffico ai mezzi pesanti dell'ordinanza del 2017 a tutti gli 87 viadotti delle autostrade A24 e A25 ispezionati dal ministero delle Infrastrutture». Si tratta del divieto di sosta dei mezzi pesanti nelle aree di emergenza e l'obbligo di mantenere una distanza di 100 metri tra un mezzo pesante e l'altro.
Intanto si allarga la «platea» dei richiedenti urgenti misure (o quantomeno rassicurazioni) per la sicurezza. Infatti, anche all'interno del tratto urbano (comunque a pagamento) dell'autostrada A24 Roma-L'Aquila, si possono notare gli effetti del deterioramento delle strutture. Sotto il viadotto di via del Casale Cerroncino piovono calcinacci. Lo ha segnalato Bruno Foresti, il presidente del comitato di quartiere «Nuova Ponte di Nona» – Roma est, IV municipio –, che al quotidiano Roma Today ha segnalato «crepe, tegole di legno e pezzi di calcinacci, alcuni molto piccoli, caduti in strada», nonché «cemento deteriorato, con i filoni di ferro in vista».
Contemporaneamente si apprende che, dopo la segnalazione degli uffici della Regione Abruzzo, la Procura della Repubblica dell'Aquila ha aperto una inchiesta sulla sicurezza delle infrastrutture, tra cui viadotti e piloni, nelle autostrade A24 e A25. Le indagini condotte dai carabinieri, sono scattate dopo il caso, nella serata del 10 settembre scorso, della caduta di pezzi di calcestruzzo dalla parte sottostante del viadotto San Giacomo, sulla Roma-Teramo, che ha portato alla chiusura momentanea di una strada al di sotto della infrastruttura che attraversa la località di San Giacomo, frazione del Comune dell'Aquila.