Gli “esami al gruppo Toto”? Da una equipe di ingegneri di Cnr o Regioni

Augusto De Sanctis, uno dei leader della «vertenza A24-A25»: «Per chi abita sotto viadotti in quelle condizioni di degrado, l'evocazione del ponte Morandi è quotidiana». Il piano di Strada dei parchi per la concessione: fino al 2050

Augusto De Sanctis e le condizioni dei piloni che sorreggono un viadotto

Augusto De Sanctis e le condizioni dei piloni che sorreggono un viadotto

Tommaso Verga 2 ottobre 2018

di Tommaso Verga


Ieri «Strada dei parchi» ha comunicato ufficialmente il ripristino delle tariffe precedenti l'aumento del 13 per cento in vigore dal gennaio di quest'anno; la neutralizzazione durerà fino al 31 dicembre. Osservazioni?
«Nessuna. Si tratta dell'applicazione di quanto concordato tra la delegazione dei sindaci di Lazio e Abruzzo e il ministro Toninelli nell'incontro del 19 settembre. Ora l'attenzione delle nostre associazioni è tutta sul Pef (Piano economico finanziario, ndr), che Strada dei parchi ha presentato al governo per il rinnovo della concessione».
Augusto De Sanctis è uno dei leader «dal basso» del movimento che si batte contro le modalità di gestione delle autostrade laziali-abruzzesi del «gruppo Toto», le A24 e A25. La sua associazione – la «Soa» (Stazione ornitologica abruzzese), unitamente a «Forum H2o» e «Nuovo senso civico» – in questi giorni ha tirato le conclusioni dell'«accesso agli atti» ministeriali. Domanda inoltrata l'11 maggio, recapito giunto a settembre nonostante la legge fissi il massimo termine in 30 giorni.
Modalità dalle quali si è ricavato il Pef appunto. Il quale, reso pubblico, il 21 settembre ha provocato la risposta irritata di Strada dei parchi: «disinformazione e rovesciamento dei fatti» si legge in un comunicato della società. Che precisa: «la simulazione di piano diffusa dal Forum H2o è una di quelle realizzate da Strada dei Parchi su richiesta del Ministero sulla base delle indicazioni del Cipe».


– Simulazione? Quindi il Pef non esiste? Cosa avete diffuso?
«Sono paradossali le reazioni della società – risponde De Sanctis – visto che abbiamo pubblicato un loro documento in forma integrale e che si erano opposti al nostro accesso agli atti. Delle due l'una: o il governo ci ha recapitato il Piano giusto oppure Strada dei parchi ha depositato più di un elaborato e il ministero delle Infrastrutture ci ha consegnato quello superato. Se fosse ciò, sarebbe un fatto gravissimo. Comunque, la società si chiarisse con Roma».

– Parliamo dei contenuti del Pef...
«La premessa è che il gruppo Toto chiede venga prolungata la concessione per le autostrade A24 e A25 di altri 20 anni, spostando la scadenza dal 2030 al 2050. Affidamento diretto, senza gara – puntualizza De Sanctis –. I soldi. Per la manutenzione ordinaria il Pef prevede interventi per 32,8 milioni ogni anno (attualmente sono 25,8). Mentre a 3.140 milioni di euro ammontano le risorse per gli investimenti, di cui 2 miliardi a carico dello Stato a fondo perduto. 



«La differenza ricadrebbe sui pedaggi, destinati ad aumentare del 3,34 per cento annuo, almeno fino al 2040. La distribuzione: 1.623 milioni per i viadotti (prima quelli “più a rischio”: letterale nel testo, ndr); 375 per le pile dei viadotti; 633 per le gallerie. La riorganizzazione inciderà anche sull'organico: mobilità per 97 dei 447 lavoratori in forza a Strada dei Parchi (il 22 per cento; seppure nel 2032); così distribuiti: 79 casellanti (addetti alla riscossione), 8 addetti alla manutenzione, 10 impiegati amministrativi»..
– Le associazioni convengono su una «trattativa» con lo Stato che parta da queste somme?
«Proprio per niente. Visto lo stato di evidente degrado dei viadotti, a cui manca visibilmente la manutenzione ordinaria, bisogna prima tirare una bella linea su come tutto ciò sia potuto avvenire. Il gestore ha soddisfatto le previsioni e gli obblighi della convenzione? La nostra richiesta è quindi che si modifichi la stessa impostazione. Sia il Ministero delle Infrastrutture a svolgere una dettagliata ispezione, con una verifica dello stato dell'arte ad una data certa. Una volta stabilito se Strada dei parchi può continuare a gestire l'infrastruttura si potranno fare tutte le pianificazioni e negoziazioni, basandosi su dati di provenienza pubblica e non solo di una parte interessata, quella privata.


«Se al Ministero hanno pochi ingegneri – prosegue De Sanctis – si supplisca con la formazione di un'equipe di tecnici del genio civile di Lazio e Abruzzo, oppure del Cnr, professionalità che non mancano certamente all'interno dell'apparato statale. 



«Non si tratta nemmeno di un esborso chissà quanto elevato, visto che si tratterebbe di un rimborso spese. Ne ricaveremmo un team in grado di garantire analisi accurate e le “terapie” opportune. In un mese, o giù di lì, avremmo disponibili radiografie puntuali sulle autostrade, corredate da un'indicazione dei costi effettivi per porre rimedio a questa situazione. Una soluzione che sarebbe ben vista dalle popolazioni, seriamente preoccupate sullo stato delle due arterie... per quelli che abitano proprio sotto viadotti nelle condizioni mostrate dal servizio tv delle “Iene” l'immagine del ponte Morandi è quotidiana». 



L'esame degli specialisti sullo «stato materiale» è la prima conclusione. Alla quale ne va aggiunta una seconda. Dicono le tre associazioni: «il ministero deve aprire una discussione pubblica trasparente dove siano forniti a sindaci, associazioni, sindacati e anche semplici cittadini tutti i documenti. A partire dalle rendicontazioni fornite da Toto in questi anni a supporto della propria attività».
La determinazione infine: «Chiariti questi punti si potrà stabilire se il concessionario merita o meno di gestire questa infrastruttura strategica per i cittadini abruzzesi e laziali». Tranchant.