«Ho un monnezzaio da smaltire». Prego, in fila, stanza "quanto mi dai?"

L'«Avr spa» versa 490mila euro al Comune di Guidonia Montecelio per plastica e metalli recuperati con il «porta a porta» (?). Un ottimo motivo per ignorare le proteste dei cittadini contro le emissioni in atmosfera dell'azienda

L'ingresso dell'«Avr spa» a pochi passi dal distretto sanitario e dal centro commerciale

L'ingresso dell'«Avr spa» a pochi passi dal distretto sanitario e dal centro commerciale

Tommaso Verga 8 luglio 2018

di Tommaso Verga


Ragione sociale: «L’intervento si pone come obiettivo la massimizzazione del recupero delle materie prime dai rifiuti con ricorso residuale allo smaltimento definitivo in discarica, la riduzione gli impatti ambientali connessi alla gestione dei rifiuti, il rafforzamento del valore economico dei rifiuti mediante il recupero e l’utilizzazione dei materiali di recupero per preservare le risorse naturali». Applausi.
Ora si tratta di applicare sì nobili intenti. Altro non soccorre se non gli impegni assunti con la «Relazione tecnica generale ai sensi art. 208 dlgs 152/2006 e degli artt. 15 e 16 della L.R. 27/98 per la realizzazione di una piattaforma polifunzionale per il trattamento ed il recupero dei residui di pulizia stradale e altri rifiuti non pericolosi». Il documento coniuga i principi con l'azione. Trait d'union, la coerenza.
La «Relazione risulta acquisita con prot. n. 25546/14/PTA2.6.1», ed è prodotta dall’«Ecocentro tecnologie ambientali spa» per conto della «Avr spa», titolare degli impianti alle spalle del Centro commerciale tiburtino, a pochi passi dal distretto Asl Rm5 di Guidonia Montecelio e dall’«Italian hospital group». Protocolo, 26 febbraio 2014.


Il «motivo ecologico» della relazione a febbraio 2014


Il «corpo» dell’argomento è rappresentato dalla tipologia dei rifiuti (ossia, la monnezza da trattare) e dall'osservanza delle norme in materia di difesa della salute e dell'ambiente. In tema, non dovrebbero esserci defaillances, sarebbe paradossale non le osservasse chi fonda il core business su un «motivo ecologico» come la differenziazione della raccolta.


Ecco i materiali interessanti l'«Avr spa»:
- residui della pulizia stradale
- rifiuti della pulizia delle fognature
- rifiuti dall’eliminazione delle sabbie
- plastica, legno, metalli eccetera
La citata «relazione (55 pagine)» del 26 febbraio 2014 rappresenta la richiesta di «via libera» alle autorità che tutelano il bene comune. Nell'atto, le condizioni urbanistiche, insediative, ambientali, illustrano la totale conformità dei capannoni con la normativa, al punto che per eccedere sulle virtù si sottolinea la totale assenza di Siti di interesse comunitario (i Sic) e di Zone a protezione speciale (Zps). Insomma, si fa ricorso alle rarità non avendo altro da puntualizzare.
Si dice pure che ostacoli all’edificazione degli edifici potevano insorgere, ma in un tempo passato, quando «la costruzione del limitrofo Centro commerciale tiburtino ha eliminato la vegetazione e precluso un eventuale sviluppo successivo». Al punto che, oggi «l’area può essere classificata come “Area nuda”, e quindi priva di copertura vegetale». «Vegetale» oltreché residenziale. Perché nelle 55 pagine viene ignorato del tutto – a meno di nuove sopraggiunte modifiche – il particolare dell'edilizia abitativa che impegna la famiglia Selciaroli sulla superficie un tempo riservata agli orti dei ricoverati nel «manicomio-Martellona». Ugualmente lì, a due passi.


L'azienda chiede la «Via». La Regione Lazio: non necessita


La palma dell'evidenza va però assegnata ad altro. Al «ragionamento» conclusivo della conferenza dei servizi del 12 dicembre 2014, l'atto che permette all'Avr di iniziare i lavori. Il 2 dicembre la Regione si trova a dover affrontare un paradosso, la Via (valutazione di impatto ambientale) richiesta dall'azienda. Non necessaria si legge al termine del documento dedicato anche alla «parte sanitaria» della zona. Visto che:


- sono pervenuti i pareri favorevoli della USL RM G e del Comune di Guidonia
 Montecelio;



- il Piano regionale dei rifiuti vigente considera fattori escludenti la presenza di siti
 sensibili quali le strutture ospedaliere, per i quali devono essere determinate dalle Province le distanze minime;



- ad oggi non è stato approvato il Piano provinciale per l’individuazione delle zone idonee e non idonee per la localizzazione dell’impiantistica per la gestione dei rifiuti e pertanto non sono state stabilite le distanze minime;



- per la tipologia di rifiuti che la AVR SpA intende sottoporre ad operazione di recupero 
è esclusa qualsiasi formazione di polveri e emissioni odorigene;



- il Servizio 3 “Tutela Aria ed Energia” provinciale ha espresso parere favorevole al
 progetto con la prescrizione di un impianto di captazione delle polveri ed odori.


Sarà colpa dell'ignoranza del linguaggio burocratico, ma si direbbe una somma di contraddizioni: Avr esclude qualsiasi formazione di polveri ed emissioni odorigene: per cui il servizio pubblico prescrive un impianto di captazione delle polveri ed odori; vicino ad ospedali non si può, però siccome manca il piano per le zone idonee, la distanza (qualunque sia) va bene.


L'assessora grillina estasiata dal lay-out (e dagli impegni)


Poi, riportata ai giorni nostri, non si può fare a meno di osservare che l'«impianto di captazione delle polveri ed odori», a distanza di quasi quattro anni è carente o non funziona. Lo ammette l'Avr dietro domanda della combattiva Tiziana Guida, assessora all'Ambiente di Guidonia m. Che dopo l'incontro a scintille esaurite con la direzione dell'Avr, unitamente al fiorin-fiorello, riporta il «si stanno impegnando», per una soluzione a breve. Trovata: si aprono le saracinesche all'alba cosicché gli effluvi odorigeni dell'Avr raggiungono un numero di persone non all'altezza del giorno. Non risultano repliche dell'assessora.


Tutti (tutti) comportamenti che animano un sospetto: al momento della sottoscrizione degli accordi, qualsiasi data, l'attenzione dei rappresentanti comunali non badava alla decina di clausole ma ad altro. Testuale, dal documento del 26 febbraio 2014: «prima dell’inizio dei lavori per la realizzazione dell’impianto, dovrà essere siglato un protocollo d’intesa con l’Amministrazione Comunale al fine di prevedere benefit di carattere ambientale a favore del Comune anche per il tramite di servizi dedicati, nel rispetto della vigente normativa di settore».


Cosa vorrà dire «benefit di carattere ambientale»: maschere fendinebbia? fazzoletti antiodori? presine da forno? legna da ardere? Oppure, lapidariamente, «datece i soldi»? Come per la discarica. Come per il Tmb. Panacea di tutti i mali. «Vorrei depositare i rifiuti a Guidonia»: Nessun problema, si accomodi, allo sportello «quanto offri?». Cattiveria, malizia? Niente di ciò. A riprova della «mercanteggiante perseveranza monnezza-soldi» basta leggere la determinazione del dirigente dell’Area VII che, il 14 dicembre del 2017, così scrive:
- in tutto il territorio comunale viene utilizzato il metodo della raccolta differenziata con il sistema «porta a porta»;
- l’Amministrazione è interessata ad una maggiore differenziazione dei rifiuti per la salvaguardia dell’Ambiente;
- nel quinquennio 2011-2016 si è provveduto allo smaltimento del rifiuto proveniente dalla raccolta congiunta di plastica e metalli.


«Credito presunto», «quantificato presumibilmente»...


In conclusione, «considerato che con Determinazione Dirigenziale n. 44 del 22.04.2016 veniva approvato lo schema di protocollo d'intesa con la Società A.V.R. S.p.A., valutate le proposte avanzate dalla suddetta Società economicamente vantaggiose per l'Ente, per continuare così ad offrire ai cittadini di Guidonia Montecelio un miglior servizio di smaltimento rifiuti di plastica e metallo "multimateriale" codice CER 150106;
«Ritenuto, altresì, di quantificare presumibilmente, in forza dei quantitativi di rifiuti effettivamente raccolti come risultano dai FIR presentati all'Area VII, la somma in entrata in favore dell'Ente in euro 490.000,00;
«Di accertare (accettare? ndr) in entrata la somma di € 490.000,00 sulla Risorsa n. 7 del bilancio 2017 esecutivo ai sensi di legge, per il servizio di recupero del rifiuto proveniente dalla raccolta congiunta di plastica e metalli, per il credito presunto vantato dall'Ente nei confronti della Soc. A.V.R. S.p.A. (…), quantificato presumibilmente in forza dei rifiuti effettivamente raccolti come risultano dai FIR presentati all'Area VII».
Ai 490mila incassati ne corrispondono 20mila in uscita. Perché all’«Avr spa» è stato appaltato lo spazzamento delle strade del Comune di Guidonia Montecelio. Costo, 80 euro a tonnellata. La puzza? Un complotto. Orchestrato dalle mosche ed altri (insetti).