Adesso Domenico De Vincenzi è "obbligato" a curare l'Ater di Roma

L'ex Cotral non rientra al lavoro nella Asl: farà l'infermiere nella segreteria del presidente (virtuale) dell'azienda

Domenico De Vincenzi (al centro)

Domenico De Vincenzi (al centro)

Tommaso Verga 11 marzo 2018

Il 4 marzo, Marco Vincenzi, del Pd, viene rieletto consigliere regionale del Lazio, e l’8 marzo, il semiomonimo Domenico De Vincenzi, del Pd, viene “comandato” dalla propria azienda (sanitaria) ad altra sede lavorativa: delibera numero 113. Attinenze? Indovinala grillo. Il cognome non, dipende dalla stirpe. Fuori uno. Un terzo indizio, pubblico e del tutto esplicito, non soccorre: la propaganda in vista del 4 marzo DDV l’ha indirizzata interamente al vantaggio elettorale di MV. Niente di recondito, cose di correnti Pd.


Quindi, attinenze escluse, nella delibera della Asl inutile cercare patrocini. Alla pari della motivazione del “comando”. Non bastasse, per DDV è stato possibile diventare “infermiere di segreteria” del presidente-virtuale dell’Ater mercé la "presa d'atto" dei vertici della Rm5: presa d'atto? Inevitabile domandare quali raffinate alchimie politiche hanno reso praticabile una "invenzione" simile.


Per i distratti e gli immemori: Domenico De Vincenzi salì alla ribalta delle cronache in occasione della "tangentopoli I" del 1992 in quanto vicesindaco della giunta di sinistra di Guidonia Montecelio. La prescrizione salvò gli imputati per lo scandalo dei "cessi d'oro". Espulso dal Pci girovagò per ritrovare diritto di cittadinanza con la politica al punto di fregiarsi del titolo di presidente-Cotral, l'azienda regionale del trasporto pubblico.


Alla fine di quest'ultima esperienza rimase alla Pisana, prima nella segreteria di Bruno Astorre, poi di Daniele Leodori. Altri titoli sulla sua figura li ricavò dal tentativo fallito di essere eletto sindaco della città nel 2014 e dai resoconti su "mafia capitale": 10 mila euro di contributo da Salvatore Buzzi, regolarmente registrati. 


L'attualità come detto riporta a una delibera dell'8 marzo, piena di firme, nella quale si apprende che DDV, “collaboratore professionale sanitario - infermiere”, dipendente della Rm5, “ai sensi dell’Art. 20 del Ccnl del comparto sanità”, trasferisce la qualifica, appunto, nella segreteria del presidente dell’Ater. Che non esiste (il presidente). In sua vece, Giuseppe Zaccariello, ingegnere, commissario nominato dalla Regione Lazio il 15 dicembre 2017, quattro mesi fa. Stai a vedere che quei pasticcioni della Asl hanno sbagliato a scrivere la delibera facendo confusione tra "presidente" e "commissario".


Le caratteristiche del vertice mostrano che l’azienda (territoriale per l’edilizia residenziale) esiste, è viva. E vegeta. Perché sofferente assai. Un infermiere può poco o nulla. Ma Giuseppe Zaccariello, il salvatore, ennesimo e più recente in ordine di tempo, sta a dire che il “collaboratore professionale sanitario” non ha sbagliato stanza. Il guaritore ordina le terapie e le medicine, l’altro esegue.


Distribuiti i capitoli della storia, il quadro risulta completo di tutti riferimenti. Semmai, la critica può riguardare il fatto che dovrà l’Ater, ovviamente, retribuire DDV. Ad essere pignoli, un esborso che sarebbe opportuno evitare. Per una questione di “salute pubblica”, essendo l’azienda in grave crisi (sull’orlo del fallimento per alcuni) come riferiscono le cronache e come dimostra di per sé la zingarettiana nomina di un “commissario”.


Una scalfittura comunque. Bastererebbe alcool e cerotto se non fosse che il punto fermo lascia inevasa la domanda di avvio: come è stato possibile riuscire a diventare “infermiere di segreteria” del presidente dell’Ater?


In modo lineare e semplice: Domenico De Vincenzi e Giuseppe Zaccariello sono parenti vicini&lontani. Trait d’union, Maurizio De Vincenzi, cugino di DDV e cognato di GZ.


Insomma, l'ennesimo surrogato per non tornare al lavoro, che DDV non frequenta da decenni occupato in faccende sempre collegate ai "comandi". Busta-paga? Dalla politica.


Oddio, è vero che dopo essere stato consigliere di amministrazione di “Assicurazioni per Roma”, la società che provvede ai danni del Campidoglio (si ha presente il problema-buche?), e anche vice oltreché presidente di Cotral, più qualche altro incarico sempre per meriti politici, il passo verso l'attività antica può provocare eritemi. Ma per un infermiere cosa vuoi che siano?

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