Tivoli e Guidonia al movimento 5stelle: per 19 voti Sebastiano Cubeddu alla Camera

Il "flop" di CasaPound: (grazie a Pd e m5s) autoproclamatosi capo del movimento antizingari insediati ad Albuccione. Il ricorso di Barbara Saltamartini, della Lega

La via Tiburtina: a sinistra Comune di Guidonia Montecelio, a destra, Comune di Tivoli

La via Tiburtina: a sinistra Comune di Guidonia Montecelio, a destra, Comune di Tivoli

Tommaso Verga 6 marzo 2018

Il titolo d’obbligo a Federico Rapini, il candidato di CasaPound, autoproclamatosi “capo” del movimento di protesta contro gli zingari accampati nel luoghi, in particolare ad Albuccione, la borgata di Guidonia Montecelio (in condominio con Tivoli). Il riuscito intento di intervenire sul tema, a fine settembre, durante la seduta del Consiglio comunale – pur non facendone parte, d'ausili sono occorsi la sollecitazione di un eletto pd e il benestare del presidente m5S –, evidentemente ha stimolato le papille politiche del neo-Masaniello, suggerendo di passare all’incasso. Scontrino: 1,84% per 823 voti all’uninominale. Quegli scafati abitanti di Albuccione… (scafato, s.m.: scaltrito, smaliziato).


Una sommaria sintesi del 4 marzo, porta a dire che Guidonia Montecelio e Tivoli – 150mila abitanti residenti a est della capitale, la maggior parte dei quali distribuito in un intreccio di confini spesso indistinguibili – hanno ritrovato il feeling con la rappresentanza politica, il movimento 5stelle è il primo partito in entrambe le città, anche capace di esprimere un parlamentare alla Camera.


Sino a questo momento infatti, la condizione dei pentastellati era illustrata da un monocolore e da un sindaco, Michel Barbet, un governo dal passo incerto, eletto otto mesi fa a Guidonia, al termine di un anno di gestione commissariale; e da un unico consigliere comunale a Tivoli, città amministrata da una coalizione di liste civiche – di destra e di sinistra – con un sindaco, Giuseppe Proietti, iscritto invece al Partito democratico.


A beneficiare dell'orientamento elettorale espresso dalle due città più grandi del collegio, è stato Sebastiano Cubeddu, avvocato dell'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti. Capogruppo dei 5stelle eletto nel 2014 nel Consiglio comunale "commissariato" il 25 luglio del 2016, dopo gli arresti causati dalla "tangentopoli II" della maggioranza di centrodestra, l'uomo politico aveva rinunciato a riproporsi con la prospettiva delle politiche del 4 marzo. Un disegno andato in porto. Per appena 19 voti.


Che hanno turbato la contendente Barbara Saltamartini, attualmente "leghista" (in precedenza passata per Gianni Alemanno, Giorgia Meloni, Angelino Alfano), al punto di consigliare il ricorso. A quanto sembra, già depositato stamattina. Di per sé, un primo atto che in genere non comporta immediate conseguenze, visto che, salvo grossolanità, sottoposti a esame sono esclusivamente i verbali dei componenti il seggio.


Di qui, l'azione seguente, determinante, che prevede l'ulteriore esposto in Corte d'appello e quindi il riesame delle schede di tutto il collegio elettorale. Con, ovviamente, pesanti conseguenze sulla proclamazione degli eletti.


Rimane il Partito democratico. Che il 4 marzo ha presentato Aldo Cerroni, un avvocato che ha superato il 18 per cento. Candidato "indipendente" si è definito. Non l'unica bizzarria. Perché il personaggio è stato il promotore di una aggregazione di liste civiche in occasione delle recenti "amministrative" di Guidonia Montecelio (un rassemblement letale per le ambizioni del candidato sindaco dem), variamente collocatesi in questa circostanza, fino al punto di sostenere Cerroni alle "politiche", e Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice, alla Regione Lazio contro Zingaretti.

commenti