Vedere il pino dalla parte delle radici

Due pini alti venti metri cadono nella pineta centrale cittadina. Ferita gravemente un'infermiera liberata dai vigili del fuoco. "Lesioni colpose": un fascicolo aperto dalla procura della Repubblica di Tivoli

Le radici che non ci sono più

Le radici che non ci sono più

Tommaso Verga 26 marzo 2018

di Tommaso Verga



“Vedere il pino dalla parte delle radici”: che però non rispondono, dove sono?, al seguito di chi? Davide Lajolo perdonerà, ma il ricorso alla metafora ci sta tutto. A confermare un’assenza decisiva per comprendere quanto accaduto il 23 marzo nel parco centrale di Guidonia Montecelio. Le foto sulla pagina sono decisamente esplicative, l’albero mette in mostra tutte le sue vergogne (dai consueti miasmi, qualcuno alzerà la voce parlando di photoshop: ci provi).



L’incessare del forte vento nei giorni precedenti (ancor prima il peso della neve) autorizza a pensare che venerdì sia giunto a indice lo stress. Delle alberature. Una è venuta giù. Seguita da un’altra, birilli da bowling. Sotto il pino alto una ventina di metri, una donna, infermiera a sostegno di un disabile. Eliambulanza, forse danni a un polmone, alla gamba e al piede, voci che si rincorrono. I medici escludono la vita in pericolo, parlano di condizioni serie. Fin qui la cronaca.



A RISCHIO LE MANIFESTAZIONI IN PINETA L'augurio di una pronta guarigione alla sventurata, sui social si è confuso con la solita cagnara. In consonanza con il leit motiv riservato a giunta e sindaco: “Lo stipendio ve lo prendete”. Si tralasci il fatto che indirizzato ai sostenitori della “politica gratis” o giù di lì suona come una sorta di contrappasso, all’attenzione del governo 5stelle cittadino si pone il problema delle manifestazioni estive. Che non potranno tenersi in pineta se non è garantita la sicurezza delle persone. 



La procura della Repubblica di Tivoli ha “aperto un fascicolo”, frase fatta che sta a indicare l'avvio di un’indagine che definirà le responsabilità dell'accaduto. Sugli effetti, che naturalmente non potranno prescindere dalle cause: chi e perché ha tagliato le radici?



A prescindere da quanto accerterà l'inchiesta dei magistrati, è utile inserire proprio a questo punto il capitolo sulle reazioni dei "politici". Dalla (positiva) proposta d'una commissione d'inchiesta alle richieste dimissioni del sindaco. Avanzate dalla più recente adepta di Fratelli d’Italia.
IL CENSIMENTO DELL’ASSESSORA BOLEOPervengono sempre più numerose segnalazioni, sia da privati cittadini sia dal personale di vigilanza dell’Ente, denuncianti situazioni di potenziale pericolo per la pubblica incolumità derivanti dallo stato di fatto in cui versano alcune essenze arboree, soprattutto a seguito di avversi eventi meteorologici”: così il 28 ottobre 2014 Morena Boleo, Fratelli d'Italia, assessora nella giunta Rubeis II liquidata dalla magistratura.


Però non si può utilizzare il personale del Comune in quanto “non in possesso delle appropriate competenze, per cui si rende necessario il ricorso a tecnici specialisti e nello specifico ad agronomi, architetti paesaggistici o agrotecnici”. Carenza che permane e che non sembra possibile ovviare.
A quel momento, vennero incaricati l'architetto Roberto Cladini (€. 19.400,00, IVA ed oneri contributivi inclusi, ndr), iscritto all'"Albo degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia con il n.7108, con studio in Guidonia Montecelio, via Caio Cesti o n. 26/a, e l'Associazione di Professionisti Agropolis (€. 29.400,00, IVA ed oneri contributivi inclusi, ndr), con sede in Passo Corese (RI) L.go G. Cesare, 9, P.IVA n. 00908320575, i quali, pertanto, sono già a conoscenza del territorio comunale e della vegetazione presente”.



Nel 2010, lo stesso Eligio Rubeis s’era occupato del problema. Stipulando un accordo con l’Ordine degli agronomi, che accettò di eseguire il censimento gratuito delle alberature (delibera di giunta 226 del 23 settembre). Per Fratelli d’Italia la gratuità forse non garantiva, chissà il motivo, ma tant’è. Tutto comunque per dimostrare che l’attenzione del municipio non è mancata.
Però... c'è un però, sollecitato dal vecchio detto che il veleno è nella coda. Si legga la determina nelle ultime due righe testualmente riportate: l'architetto Roberto Cladini e l'Associazione di Professionisti Agropolis, “pertanto, sono già a conoscenza del territorio comunale e della vegetazione presente”. Il professionista ha in effetti lavorato per il Comune. Nel 2010 ha accatastato due immobili e svolto un “incarico tecnico di supporto per la predisposizione di pratiche catastali ai fini della emissione degli atti di acquisizione di immobili al patrimonio comunale”. Nel 2013 è stato coordinatore della sicurezza per i lavori di “ristrutturazione e recupero di piazza 2 Giugno”; ha infine provveduto al “rilievo plano-altimetrico del lotto di terreno per la realizzazione di un asilo-nido”. Alberi? boh. Dell’associazione professionisti di Passo Corese, al momento dell’incarico spiccava “Agropolis” in una pagina bianca del sito internet. Alberi? boh. Frequentazione di Guidonia Montecelio? boh. Comunque un censimento. Dai risultati del quale si può partire.


Una commissione d’inchiesta che discenda per li rami è davvero necessaria.

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